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Elezioni, Meloni: "Se Fdi vince indicheremo il mio nome. Calenda? Calcolo elettorale". E sui migranti "meglio bloccare le partenze"

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Giorgia Meloni è sempre più vicina a diventare la prima presidente del Consiglio donna della storia italiana. I sondaggi, infatti, indicano Fratelli d'Italia come primo partito in vista delle elezioni del 25 settembre e, forte della coalizione di centrodestra, la ex ministro della Gioventù si prepara ad assumere la guida del Paese. Sì, perché dopo averlo richiesto a gran voce e aver ottenuto l'ok sia dalla Lega che da Forza Italia, Meloni sa che per diventare premier le basterà prendere un voto più degli altri. Lo ha ribadito anche questa mattina, lunedì 8 agosto, ai microfoni di Rtl 102.5: "Le regole si conoscono, poi io non farò campagna elettorale parlando di nomi, di premier, ma il centrodestra ha una regola: chi prende voto in più indica il nome del premier, poi spetta al Presidente della Repubblica decidere. Se Fdi prende un voto in più il nome sono io. Non capisco perché la Meloni no?", ha detto, sostenendo comunque di non fare "la campagna elettorale con l’idea che abbiamo già vinto. Non mi piace dare per scontata la vittoria, a me piace combattere. Bisogna restare concentrati e lo dobbiamo dire chiaro e tondo agli italiani che dovranno andare a votare".

 

 

Nel corso dell'intervista, Meloni ha parlato anche della crisi nel centrosinistra, con lo strappo tra Carlo Calenda ed Enrico Letta. "Secondo me è calcolo elettorale, banalmente. Calenda ritiene che fuori dalla coalizione di centrosinistra può fare qualcosa di meglio. Se andrà insieme con Renzi? La domanda da fare a queste persone, così come ai 5 Stelle, è: Sareste disposti a governare insieme? Perché fare finta di andare divisi alle elezioni per poi governare insieme significa turlupinare le persone, prenderle in giro. Credo che stiano facendo una sorta di gioco delle tre carte, come Calenda ha già fatto al Comune di Roma: faceva finta di essere un po' di centrodestra e un po' di centrosinistra, poi in 5 minuti ha fatto l’accordo con Gualtieri per il ballottaggio. La stessa cosa che farà il M5s nel caso il centrosinistra finisse primo e potesse fare governo, così come la farà Calenda. Io credo che lo spettacolo tragicomico al quale stiamo assistendo racconti bene su quali basi si muovono le alleanze tra i nostri avversari - aggiunge - Mentre noi assistiamo a questa telenovela, il centrodestra è già parecchio avanti nella stesura del programma".

 

 

Tra i temi che porterà avanti la coalizione c'è quello dello sbarco dei migranti in Italia. Meloni continua a "ritenere che la soluzione migliore per risolvere il problema sia bloccare le partenze, non gli arrivi". La leader di Fdi spiega di aver votato i "Decreti Salvini", "si figuri se non sono d’accordo. Ma abbiamo visto che quando le navi partono e si trovano in mare si crea un problema, quello che qualche magistrato in modo incomprensibile ha usato per mandare Salvini a processo. Quindi io ho sempre ritenuto che la soluzione migliore è bloccare le partenze, non gli arrivi. Sul tema del blocco navale, tanti continuano a ripetere una cosa sentita da altri, ma dimenticano che c’era una proposta della Ue in accordo con le autorità libiche. La Ue trattò con Erdogan dando 6 miliardi alla Turchia per fermare gli immigrati della rotta balcanica che davano fastidio alla Germania. Perché qualcuno non spiega perché non si è trattato con la Libia? Io sono circa cinque anni che cerco di spiegare che la nostra proposta è una iniziativa europea in accordo con le autorità libiche. Non un atto di guerra quindi, ma una iniziativa coordinata per fermare le partenze. La situazione politica in Libia non lo permette? Non è così, si può trattare tranquillamente con le autorità libiche". E su un eventuale appoggio europeo, spiega: "Io credo che l’Europa sarebbe molto più interessata aiutarci a difendere le frontiere esterne dell’Unione europea, piuttosto che a redistribuire clandestini. Non è vero quel che si dice, che sono solo l’Ungheria e la Polonia ad essere contrarie. Le due nazioni più contrarie alla redistribuzione degli immigrati irregolari, sono le europeissime Francia e Germania". Meloni ha infine parlato anche del programma elettorale, facendo anche un passaggio su Morgan, che aveva detto di aiutare la leader di Fdi alla stesura. "Con Morgan ogni tanto ci scriviamo e ci mandiamo sms. È vero che mi ha scritto un messaggio dicendomi di stare attenti al linguaggio del programma, ma non è vero che sta contribuendo a scrivere il programma. Poi lui mi ha chiamato dicendo che i giornalisti sono una cosa pazzesca, da una frase tirano fuori chissà che, e io gli ho detto lo so, non si deve preoccupare. Il programma di Fdi ancora non è stato pubblicato, quindi si sentono commenti a quello di cinque anni fa e la cosa fa ridere" Ora, aggiunge, c'è "la polemica per cui noi vorremmo far lavorare i giovani senza permettergli di scegliere quale lavoro, è una cosa totalmente folle, con il M5s che come al solito deve mistificare. C’è stato un solo caso in cui il governo ha schedato la gente per permetterle di lavorare: era con il green pass e io non l’ho votato".