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Guerra in Ucraina, partita la prima nave di grano. Passo avanti, meriti incassati dalla Turchia

Pietro De Leo
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Presto per dire se l’ultima evoluzione nella crisi russo-ucraina sia foriera di buoni sviluppi per arrivare a un “cessate il fuoco”. E però la prima nave carica di grano che salpa dal Porto di Odessa in virtù dell’accordo sottoscritto dalle due parti, con la mediazione della Turchia e la supervisione dell’Onu, è sicuramente un passaggio fondamentale. Ora l’imbarcazione, che batte bandiera Sierra Leone e che trasporta 26 mila tonnellate, seguirà tutte le procedure di spostamento lungo il corridoio di sicurezza. Rimangono 16 navi che attendono di salpare. Se non altro, dopo che gli ultimi giorni sono stati segnati da nuovi innalzamenti della tensione, tra attacco ucraino a Sebastopoli e attacco russo a Mylolaiv (nel corso di quest’ultimo è morto il magnate del grano Oleksiy Vadatursky), si tratta del disincaglio di uno stallo che, a livello globale, rischiava di avere conseguenze gravissime sulle crisi alimentari. Gran parte del grano utilizzato dalla Fao per la lotta alla fame del mondo, infatti, proviene dai campi ucraini, e attorno alla carenza di cereali si innesca anche il rischio di nuove ondate migratorie. Oggi, tutti gli attori in campo, dalla Russia alla Turchia, dall’Onu all’Unione Europea fino agli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno espresso plauso, così come la Nato, per bocca del segretario generale Stoltenberg, ha riconosciuto il ruolo decisivo della Turchia. Che ora incasserà dei dividendi nello scacchiere internazionale, ma purtroppo è il riflesso di un Occidente, e un Europa, che in questo scenario non hanno saputo imporsi in una decisiva attività di mediazione.