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Draghi alla Camera: "Salgo al Quirinale". Lungo applauso dell'Aula

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Ci siamo. Dopo la fiducia risicata in Senato, con centrodestra di governo e Movimento 5 Stelle che non hanno partecipato al voto di fiducia sulla risoluzione Casini, oggi - giovedì 21 luglio - il presidente del Consiglio Mario Draghi prende la parola alla Camera accolto da numerosi applausi. "Grazie per tutto questo e per il lavoro fatto insieme. Alla luce del voto di ieri in Sento chiedo di sospendere la seduta perché mi sto per recare dal presidente della Repubblica per comunicare le mie determinazioni". Un intervento breve, dalle 09,06 alle 09,08, in cui non è stata pronunciata la parola dimissioni, confermate però dalla nota del Quirinale dopo l'incontro. "Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Palazzo del Quirinale il presidente del Consiglio dei Ministri, professor Mario Draghi, il quale, dopo aver riferito in merito alla discussione e al voto di ieri presso il Senato, ha reiterato le dimissioni sue e del governo da lui presieduto. Il presidente della Repubblica ne ha preso atto. Il governo rimane in carica per il disbrigo degli affari correnti".

 

 

Ma come hanno accolto i mercati la crisi di governo? Piazza Affari ha aperto in forte ribasso affossata dalle probabili dimissioni del presidente Draghi, questa mattina. Il Ftse Mib cede il 2,36% a 220.849 punti, mentre lo spread Btp-Bund balza a 242 punti, con il rendimento del titolo decennale italiano al 3,69%. I mercati sono anche in attesa della riunione della Bce di oggi che dovrebbe fornire dettaglia sullo scudo anti spread. Aprono in calo le Borse europee ma migliorano il tiro e diventano subito positive, con Francoforte che guadagna lo 0,04%, Parigi lo 0,12% mentre Londra è in pari.

 

 

Le reazioni che arrivano dalla stampa estera, inoltre, sono tutte a favore dell'ex numero uno della Bce. "È andato in pezzi il governo di unità nazionale del primo ministro Mario Draghi che aveva ridato all’Italia credibilità e influenza", scrive il New York Times (Nyt), secondo il quale l’Italia entra ora "in una nuova stagione di caos politico in un momento critico, mentre l’Unione europea sta lottando per restare in un fronte unito contro la Russia e per rilanciare le sue economie". L’abbandono di Draghi, scrive il giornale, rappresenta "un duro colpo sia per l’Italia, sia per l’Europa". E ricorda che "l’ex presidente della Banca centrale europea, che ha contribuito a salvare l’euro, ha usato la sua statura di statista" per portare all’Italia "un breve periodo d’oro" da premier. Ricordano come Draghi ha "portato l’Italia fuori da uno dei peggiori giorni della pandemia, garantito e pianificato la spesa di miliardi di euro nei Recovery funds europea" ed è stato "parte fondamentale della posizione eccezionalmente unitaria dell’Europa contro l’aggressione russa all’Ucraina". Il Nyt scrive che "come al solito" quel "periodo di progresso, unità e aumentata influenza internazionale per l’Italia ha rapidamente lasciato spazio alla politica". Le elezioni di ottobre, prosegue il giornale, potrebbero portare in Italia "un governo dominato da partiti molto più solidali con il presidente russo Vladimir Putin e più ostili verso l’Unione europea". Determinante, secondo il Nyt, "il richiamo troppo potente delle imminenti elezioni per i partiti in competizione". E sottolinea come "il colpo decisivo a Draghi non è venuto solo dal Movimento Cinque Stelle, ma anche dalla Lega, guidata dal nazionalista Matteo Salvini che ha faticato a prendere le distanze da Putin". Mentre la Lega "è già entrata in campagna elettorale", per il giornale la crisi si è "ritorta contro" i Cinque stelle. E a Bruxelles, scrive El Pais, si teme che con la caduta del governo Draghi, l’Italia possa diventare possa diventare un "punto vulnerabile" nella strategia nei confronti di Mosca o, nel peggiore dei casi, un "cavallo di Troia" al servizio del presidente russo, Vladimir Putin. Per il quotidiano, Bruxelles ha avuto in Draghi un "fedele custode dell’ortodossia politica ed economica".