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Governo, mercoledì Draghi prima al Senato e poi alla Camera. Tajani: "Esecutivo senza i 5 Stelle, sennò si voti"

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La giornata chiave per il futuro del governo Draghi, come noto, sarà quella di mercoledì 20 luglio quando il premier - che si trova in Algeria per le forniture di gas - riferirà alle camere. Ma il presidente del Consiglio renderà le sue comunicazioni prima alla Camera o al Senato? L'argomento è stato al centro del dibattito delle ultime ore: alla fine, i presidenti Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati hanno trovano un accordo, secondo cui l'ex numero uno della Bce si recherà prima a Palazzo Madama e poi a Montecitorio, dove invece avrebbero preferito partire il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle. Richiesta che aveva visto il centrodestra contrario. Fico e Casellati hanno deciso di seguire la prassi che prevede come le comunicazioni del premier vengano rese nel ramo del Parlamento dove il governo ha ottenuto la prima volta la fiducia e dove si sono manifestate le condizioni che hanno portato all’apertura della crisi.

 

 

Il clima tra i parlamentari grillini, comunque, è sempre più esplosivo. Nel dettaglio, gli uomini più vicini al presidente Giuseppe Conte avrebbero espresso dei malumori per l'atteggiamento di Davide Crippa, che durante la conferenza dei capigruppo alla Camera, avrebbe manovrato per far sì che il premier Mario Draghi tenga le sue comunicazioni prima a Montecitorio. Manovra della quale anche Conte non sarebbe stato informato. Il capogruppo del M5s alla Camera sosterrebbe che a prescindere dalle non risposte di Draghi, occorre rinnovargli la fiducia. Crippa sarebbe tra quelli che remano contro la leadership dell’ex premier. Lo si apprende da alcuni parlamentari che hanno partecipato all’assemblea.

 

 

Nel frattempo, Silvio Berlusconi è arrivato a Roma per seguire tutti gli ultimi sviluppi della crisi di governo e tastare il polso della situazione. A Villa Grande, il Cav sta facendo il punto con il numero due del partito, Antonio Tajani e i capigruppo di Camera e Senato, Anna Maria Bernini e Paolo Barelli, oltre alla senatrice Licia Ronzulli, responsabile dei rapporti con gli alleati. Berlusconi sta alla finestra, conferma l’asse con Matteo Salvini e si tiene aperta ogni strada: quella del voto anticipato, invocato (almeno a parole) anche dalla Lega, e un Draghi bis. Quest'ultima ipotesi, però, senza il Movimento 5 Stelle. "La posizione di Forza Italia è stata chiara fin dall’inizio di questa crisi: noi chiediamo stabilità per il Paese per affrontare le tante emergenze con cui conviviamo - ha detto Tajani intercettato prima del suo ingresso - Non si può avere stabilità con il Movimento 5 Stelle al governo. La soluzione è o un governo Draghi senza i 5 stelle, senza Conte, o si va a votare".