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Dimissioni Draghi, Gentiloni: "Europa in apprensione, all'Italia serve leader forte"

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Mario Draghi si è dimesso nella giornata di ieri, giovedì 14 luglio, da presidente del Consiglio italiano. Una decisione arrivata dopo il voto al dl Aiuti in Senato, al quale non ha partecipato - come preannunciato - il Movimento 5 Stelle, facendo venire meno "il patto di fiducia alla base dell'azione di governo", ha detto lo stesso premier in Consiglio dei Ministri per comunicare la sua decisione. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha respinto le dimissioni di Draghi, ma l'Europa oggi si è svegliata preoccupata per la situazione italiana. Piazza Affari, ieri, è stata maglia nera in Europa e lo spread vola a 220 punti base. "L'Unione Europea è in apprensione - dice il commissario per l'Economia, Paolo Gentiloni, a Il Messaggero - All'Italia, mai come ora, serve un leader forte".

 

 

La Commissione europea infatti guarda con "preoccupato stupore" alla crisi politica in Italia. "La Commissione - puntualizza l'ex premier - non interferisce nelle dinamiche politiche interne degli Stati membri. Detto ciò, è altrettanto evidente che stiamo solcando acque agitate tra guerra, tensioni geopolitiche, inflazione record e difficoltà sul fronte energetico, e la stabilità è un valore in sé. Grazie a un discreto livello di crescita del Pil non stiamo ancora attraversando la tempesta, ma questa navigazione richiede comunque un alto livello di coesione e una forte leadership. Due caratteristiche - sottolinea - che hanno contraddistinto il governo guidato da Mario Draghi sin dal suo insediamento e nell’implementazione del Pnrr, e che come Commissione riteniamo essenziali per l’Italia". Gentiloni rileva, quindi, come l’economia italiana si comporti "in linea con quelle degli altri grandi Stati membri e fa pure un po' meglio della Germania. Roma sta tornando proprio in queste settimane ai livelli di Pil pre-Covid. In sostanza, la valutazione globale della ripresa italiana è positiva". Secondo "le nostre stime, ci attendiamo che nel terzo trimestre dell’anno l’inflazione possa raggiungere il suo picco, toccando l’8,4%. Dopodiché, prevediamo che comincerà a diminuire gradualmente fino a raggiungere, nell’ultimo trimestre, il 7,9%".

 

 

Previsioni per il futuro? Nel 2023 "rimarrà comunque su valori importanti, sopra il 4%. La forza del mercato del lavoro, il livello dei risparmi privati, il desiderio di tornare a viaggiare sono molto forti, e questo dimostra che l’economia europea si trova ancora su valori positivi. Tuttavia, potrebbe aprirsi davanti a noi uno scenario a tinte fosche, in particolare in caso di ulteriore riduzione delle forniture energetiche", avverte Gentiloni. Ma, assicura, l’Eurozona non rischia una nuova crisi finanziaria: "La situazione è decisamente migliore rispetto a 10-12 anni fa. Ma in questo frangente, comunque, i Paesi ad alto debito devono agire con grande cautela sul piano fiscale: le misure nazionali per mitigare l’aumento dei prezzi, in particolare, devono essere molto mirate e chiaramente temporanee".