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Governo, Draghi si dimette: "Venuto meno il patto di fiducia alla base dell'azione dell'esecutivo". Cosa succede adesso

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Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, si è dimesso. Dopo il voto odierno - giovedì 14 luglio - in Senato sul dl Aiuti, dove il Governo ha ottenuto la fiducia ma senza il Movimento 5 Stelle, il premier ha fatto un passo indietro, formalizzando le dimissioni nel corso del Consiglio dei Ministri. "Questa sera rassegnerò le mie dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica. Le votazioni di oggi in Parlamento sono un fatto molto significativo dal punto di vista politico. E' venuto meno il patto di fiducia alla base dell'azione di governo. In questi giorni da parte mia c’è stato il massimo impegno per proseguire nel cammino comune, anche cercando di venire incontro alle esigenze che mi sono state avanzate dalle forze politiche. Come è evidente dal dibattito e dal voto di oggi in Parlamento questo sforzo non è stato sufficiente.
Dal mio discorso di insediamento in Parlamento ho sempre detto che questo esecutivo sarebbe andato avanti soltanto se ci fosse stata la chiara prospettiva di poter realizzare il programma di governo su cui le forze politiche avevano votato la fiducia.  Questa compattezza è stata fondamentale per affrontare le sfide di questi mesi.
Queste condizioni oggi non ci sono più. Vi ringrazio per il vostro lavoro, i tanti risultati conseguiti. Dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo raggiunto, in un momento molto difficile, nell’interesse di tutti gli Italiani. Grazie".

 

 

Mercoledì prossimo, apprende l'Adnkronos da fonti governative, il premier Mario Draghi "renderà comunicazioni alle Camere, ce lo ha detto lui stesso dopo aver annunciato le dimissioni".

 

 

E adesso cosa succederà? Per Giorgia Meloni la linea è chiara: elezioni subito. "Non accettiamo scherzi, questa legislatura per Fratelli d’Italia è finita e daremo battaglia affinché si restituisca ai cittadini quello che i cittadini di tutte le altre democrazie hanno: la libertà di scegliere da chi farsi rappresentare", ha detto nel suo intervento alla Festa dei patrioti a Palombara Sabina. Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha dedicato un tweet alla vicenda: "Draghi ha fatto bene, rispettando le Istituzioni: non si fa finta di nulla dopo il voto di oggi. I grillini hanno fatto male al Paese anche stavolta. Noi lavoriamo per un Draghi-Bis da qui ai prossimi mesi per finire il lavoro su PNRR, legge di Bilancio e situazione ucraina". La Lega, dice in una nota Matteo Salvini, "è stata leale, costruttiva e generosa per un anno e mezzo, ma da settimane il presidente Draghi e l’Italia erano vittime dei troppi No del Movimento 5 Stelle e delle forzature ideologiche del Partito Democratico. La Lega, unita e compatta anche dopo le numerose riunioni di oggi, condivide la preoccupazione per le sorti del Paese: è impensabile che l’Italia debba subire settimane di paralisi in un momento drammatico come questo, nessuno deve aver paura di restituire la parola agli italiani". Enrico Letta, leader del Pd, spiega invece che "ora ci sono cinque giorni per lavorare affinché il Parlamento confermi la fiducia al Governo Draghi e l’Italia esca il più rapidamente possibile dal drammatico avvitamento nel quale sta entrando in queste ore".

Le dimissioni di Draghi, comunque, non sono state accolte dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il Quirinale, in una nota, ha fatto sapere che "il Presidente della Repubblica non ha accolto le dimissioni e ha invitato il Presidente del Consiglio a presentarsi al Parlamento per rendere comunicazioni, affinché si effettui, nella sede propria, una valutazione della situazione che si è determinata a seguito degli esiti della seduta svoltasi oggi presso il Senato della Repubblica".