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Governo, Salvini: "Se il Movimento 5 Stelle non vota il dl Aiuti si vada alle urne"

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Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, è stato chiaro più volte: la maggioranza va avanti solo se continuerà a farne parte il Movimento 5 Stelle. Così, il voto di domani in senato sul dl Aiuti potrebbe dire tanto, se non tutto, sul proseguo dell'esecutivo. Ne è convinto anche Matteo Salvini, leader della Lega, che nel corso della presentazione alla Camera del dipartimento Eventi Emergenziali e Protezione Civile del partito ha spiegato: "Se il governo fa le cose fa avanti, se va avanti con ricattini e litigi no. Io prendo per buone le parole di Draghi quando ha detto che non governa senza il M5S. Se i 5S non votano un decreto della maggioranza, fine, parola agli italiani. Si va a votare. Se vanno avanti così mi pare che la strada sia segnata, lasciamo perdere altre robe strane. Sicuramente non sarà la Lega a cercare gruppi, gruppetti, pseudo-responsabili, maggioranze, robe notturne. Se il primo gruppo del Parlamento dice basta, basta sia".

 

 

Il numero uno del Carroccio ha quindi proseguito spiegando come la Lega abbia contribuito alla nascita di questo governo lealmente, "senza la Lega non sarebbe nato. Siamo responsabili, non andiamo a far casino o a frignare. Non facciamo letterine e non chiediamo favorini, però chiediamo di azzerare la Legge Fornero, una definitiva pace fiscale che è fondamentale. Se il governo si occupa di stipendi, pensioni, tasse, sicurezza, la Lega c'è. Se si va avanti a polemizzare, a dare mance e mancette, non si fa il bene del paese. Noi è un anno e mezzo che siamo leali e responsabili. Poi ascolteremo la nostra gente. Non abbiamo paura di niente e di nessuno e continueremo ad essere responsabili mettendo davanti gli interessi del Paese. Noi votiamo tutto quello che serve all'Italia per andare avanti".

 

 

E così, dopo Draghi, anche Salvini non è disposto a rimanere "in una maggioranza di governo senza il M5S. Meglio far parlare gli italiani che andare avanti sulle montagne russe". E sul fatto che il Pd voglia cambiare la legge elettorale, l'ex ministro dell'Interno è chiaro: "Il Pd che continua a parlare di legge elettorale perché sa che perde, ma cambiarla a pochi mesi dal voto è venezuelano, non italiano. Lasciamo perdere. Non vedo l'ora che gli italiani possano tornare a dire la loro".