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Silvio Berlusconi perde la pazienza con il Movimento 5 Stelle e chiede la verifica di maggioranza. Rischio crisi

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Il governo guidato da Mario Draghi inizia a tremare. Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, ha chiesto una verifica di maggioranza dopo che il Movimento 5 Stelle ha abbandonato l'Aula alla Camera prima dell'approvazione del decreto legge Aiuti. I grillini guidati da Giuseppe Conte contestano le scelte in campo energetico e quella legata al nuovo termo-valorizzatore di Roma. "Il nostro sostegno al governo è stato esplicitato con la fiducia. Oggi per questioni puntuali, pur rilevando l'utilità di parte delle misure ma non valutando bene i metodi, annuncio che il mio gruppo non partecipa alla votazione finale", aveva detto il capogruppo grillino a Montecitorio, Davide Crippa.

Stavolta a perdere la pazienza è stato Silvio Berlusconi. L'ambigua posizione del Movimento 5 Stelle non piace affatto al leader di Forza Italia che ora vuole una verifica ufficiale della maggioranza che sostiene l'esecutivo per "comprendere quali forze politiche intendano sostenere il governo, non a fasi alterne e per tornaconti elettorali, ma per fare le riforme e tutelare gli interessi degli italiani". A disertare l'ordine grillino è stato solo Francesco Berti, che ha invece dato il suo ok come emerge dai tabulati. E ora non si può che attendere con il fiato sospeso la votazione in Senato.

Al voto si andrà giovedì 14 luglio e stavolta Giuseppe Conte dovrà decidere sul da farsi. Il regolamento dell'Aula del Senato infatti prevede un voto unico, su fiducia e provvedimento insieme, a differenza di Montecitorio in cui è ammesso il voto disgiunto, prima la fiducia a poi il testo. La situazione politica è molto complicata. La mancanza del voto di fiducia al Senato spingerebbe il premier Mario Draghi a recarsi al Quirinale. Si fa strada l'ipotesi che i senatori del Movimento 5 Stelle lascino l'Aula per evitare di negare il sì al decreto legge che di fatto sancirebbe la sfiducia al governo.