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Santori, la cannabis e quella voglia di imitare il dissenso e la disobbedienza di Pannella

Pietro De Leo
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In un percorso politico, se ci si ritrova a scimmiottare “i grandi” non è mai un buon approdo. E dunque c’è una sorta di patetica malinconia nelle parola di Mattia Santori, leader del movimento delle Sardine oramai scomparso dai radar del dibattito pubblico, che di fatto ha autodenunciato pubblicamente la sua abitudine a coltivare cannabis in casa. Imitando, appunto, la grande tradizione di dissenso e disobbedienza dei radicali nell’epopea di Marco Pannella. Quella che contemplava gesti di rottura, con la distribuzione di hashish in pubblica piazza (Navona, a Roma) o la consegna di un panetto in diretta tv, su Rai 2, ad una sconcertata Alda D’Eusanio. Per quanto non condivisibile nel contenuto, erano plateali prove sacrificio personale, che però facevano parte di una storia politica chiara e netta. Che ricorreva all’uso politico del corpo, in tutte le sue dimensioni. Quella fisica, e qui sta il lungo racconto degli scioperi della fame, e quella giuridica, esponendo se stessi alla sanzione giudiziaria per contestare una norma che non si ritiene giusta.

 

 

Se non si hanno quella tradizione (che peraltro si riaggancia alla pratica gandhiana del dissenso politico) e quella storia tutto diventa imitazione spenta, enfatica rincorsa alla visibilità. Scontata. Quello delle Sardine, nel momento di massimo protagonismo, era un progetto che si poneva come obiettivo il ravvivare una sinistra imbolsita nel Palazzo, che aveva perduto il contatto con le piazze. Era il 2019, e qualche manifestazione discretamente riuscita aveva fatto maturare l’illusione di un qualche costrutto.

 

 

Poi, man mano, la scivolata nei luoghi comuni, la totale assenza di proposta e qualche contrasto interno hanno spento il progetto, andato in dissolvenza, come la sequenza finale di un cortometraggio. E ora, questo piccolo focolaio mediatico a margine degli stati generali sulla cannabis, alla ricerca di un consenso facile attraverso una suggestione piccola piccola e facile facile, una strizzata d’occhio generazionale a chi “si fa le canne”. Ma la politica è ben altro. E’ missione. Che non dura lo spazio di un titolo sul giornale con buferetta tweet di prammatica. E Pannella, l’originale, non aveva mai smesso di rivendicarlo.