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Salvini: "Il Governo rischia per i capricci di Pd e M5S"

Christian Campigli
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Una campagna elettorale che sta entrando nel vivo. I segretari dei principali partiti, ogni giorno, devono calarsi in un doppio ruolo. Da un lato quello più aggressivo, indispensabile per riavvicinarsi ai propri elettori. Parole spesso urlate, concetti talvolta forzati per sottolineare le criticità di questo governo e, soprattutto, evidenziare i distinguo con gli alleati. Dall'altro però nessuno, né i grillini, né il Partito Democratico né, tanto meno, la Lega, vuole assumersi l'onere di aver mandato a casa Mario Draghi.

 

 

La guerra in Ucraina, le incertezze del prossimo autunno su Covid e vaccini da un lato, senza dimenticare i soldi del pnrr, inducono tutti i leader a più miti pensieri. Stamani è il turno di Matteo Salvini. "No, il governo non è a rischio per il ddl concorrenza. Il governo - ha detto a margine di un evento elettorale a Senago - rischia per i capricci del Pd sullo ius soli e il ddl Zan e dei 5stelle che non vuole i valorizzatori e dovrebbe venire in Lombardia a scuola di pulizia, ambiente e valorizzazione dei rifiuti. Il governo rischia se ci sono persone strane che vogliono tener ferma l'Italia, noi la portiamo avanti. L'importante - ha aggiunto - è che nessuno cerchi di reintrodurre dalla finestra le tasse sulla casa che abbiamo fatto uscire dalla porta”.

 

 

Nelle parole del frontman del Carroccio un doppio filo conduttore: rassicurare Draghi e la troika europea da un lato, fare notare ai simpatizzanti leghisti, anche ai più duri e puri (che non hanno affatto gradito l'appoggio insieme al Pd al “Governo dei Migliori”) che in via Bellerio son pronti ad opporsi con ogni mezzo allo ius soli e al ddl Zan. Un doppio binario che, quotidianamente, viene seguito anche da Giuseppe Conte, Enrico Letta e Matteo Renzi. Un canovaccio che rischia di essere sempre lo stesso, immutabile, da qui a marzo 2023.