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Brunetta: "Nuova crisi e voto anticipato? Torneremmo a essere l'Italietta. Draghi garante degli interessi italiani ed europei"

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No alla crisi politica e al voto anticipato. E' una posizione ferma quella di Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione. La spiega in una intervista a La Stampa. "Fermo restando che la decisione di sciogliere le Camere è affidata dalla Costituzione al presidente della Repubblica, l'approccio di chi considera più opportuna una crisi di governo è superficiale, inattuale e inconferente rispetto alla gravità del contesto internazionale e alla responsabilità che la premiership di Draghi ha assunto per l'Europa, prima ancora che per l'Italia. Ragionare di voto nel pieno di una crisi geopolitica e di una guerra che ci riporta al tempo del conflitto tra democrazie e regimi, mi pare un po' immaturo". Il riferimento è a Giuseppe Conte, presidente del M5S che ha evocato la possibilità di un voto anticipato. 

"Sarebbe la terza crisi in quattro anni e farebbe ripiombare l'Italia nell'instabilità", afferma Brunetta, per il quale "togliere dal campo il fattore Draghi per l'Italia significherebbe perdere la faccia, smarrire la credibilità e la reputazione che il premier e il suo governo, di cui mi onoro di far parte, hanno riconquistato sullo scacchiere internazionale e sui mercati". Inoltre secondo Renato Brunetta "far cadere il governo implicherebbe restare privi di voce in Europa durante una delicata fase costituente". Per il ministro "la leadership di Draghi in politica estera è sotto gli occhi di tutti". E aggiunge: "Oggi Draghi è il miglior interprete dei valori euro-atlantici e il miglior garante degli interessi europei, e dunque italiani.

Farne a meno, in un momento in cui si sta ridefinendo il paradigma degli assetti geopolitici globali, sarebbe un'azione di masochismo, l'innesco di un nuovo ciclo di instabilità. Torneremmo all'Italietta inaffidabile d'un tempo". Sull'invio della armi all'Ucraina, infine, il ministro, esponente di Forza Italia sostiene che "Conte ha perfettamente ragione, solo che sbaglia sede. Serve un chiarimento sulla guerra non in Parlamento rispetto alle scelte del governo, ma all'interno del M5S, visto il caos che il Movimento esprime in politica estera. A parte il bravo Di Maio".