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Politica, stop alle fazioni si torna alle idee: ora è il momento storico di scelte basate su una visione

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Pietro De Leo
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L’agenda politica del fine settimana è segnata dalla conferenza programmatica di Fratelli d’Italia a Milano. Da tempo il Pd convoca le sue “Agorà democratiche”. Forza Italia è tornata a riunirsi in presenza a Roma prima di Pasqua, con una due giorni in cui i dipartimenti hanno fatto il punto sulle proposte e Silvio Berlusconi ha fatto la sintesi. Identica iniziativa è stata programmata per fine maggio a Milano. La Lega ha annunciato una nuova edizione della kermesse di Pontida. La vitalità dei partiti sulla dimensione delle idee è buona cosa, per quanto tardiva. Troppi anni, infatti, abbiamo assistito ad una tenzone tra fazioni che si basava su divisioni manichee.

 

 

L’additamento del “nemico”, oppure il duello rusticano “popolo contro elite”, il racconto “alto contro basso”. Logiche che hanno, purtroppo, fatto smarrire il polso verso la complessità delle cose, e i limiti di tutto questo, in questa fase storica, cadono in testa alla politica, all’opinione pubblica, al giornalismo. Siamo in presenza di un ridisegno degli equilibri mondiali, dopo un ventennio in cui l’indistinto della globalizzazione, spesso ha portato a polarizzare lo scontro attorno le sue logiche. Oggi, comprendiamo che non basta più. Una serie di traumi in successione ci portano a dover scendere in profondità delle cose. Prima il Covid, che ha posto al centro il valore della libertà e della scienza, con tutti i loro molteplici aspetti. Ora, invece, si sgretola l’altro grande pilastro degli ultimi vent’anni, ossia la pace non scalfibile in Occidente, e le società europee, Italia in particolare, devono fare i conti con i contraccolpi economici della politica di sanzioni e, probabilmente, anche dell’embargo energetico che è un’eventualità sempre più concreta.

 

 

In questa fase, il ritorno dei partiti e del pensiero politico è un’ipotesi di fronte alla quale non esistono alternative. Quello in corso è un cambiamento difficilissimo da governare e facilissimo da subire, e almeno per limitare i danni bisogna ridurre il peso delle suggestioni e aumentare quello delle scelte basate su una visione e proposte costruite con metodo.