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Insegnanti no vax, l'attacco del governatore De Luca: "Tornano al lavoro per i tornei di burraco e bridge" | Video

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Vincenzo De Luca, governatore della Regione Campania, critica nuovamente le scelte del governo guidato da Mario Draghi sull'emergenza Covid, in particolare il ministro della pubblica istruzione, Patrizio Bianchi. E lo fa con le sue solite battute pungenti. "A livello nazionale - ha detto il presidente durante la sua consueta diretta del venerdì sui suoi canali social - hanno concluso lo stato di emergenza con un ultimo atto di demenzialità per il mondo scuola. Il ministero ha deciso che può ritornare il personale non vaccinato, purché non entri in contatto con gli studenti. Quindi - continua De Luca - il ministero della Pubblica Istruzione invita sostanzialmente i presidi a organizzare tornei di burraco o bridge, perché non so cosa debbano fare i docenti nelle scuole non a contatto con gli alunni. Credo sia l'ultima straordinaria innovazione prodotta dal ministero. La mia solidarietà ancora una volta ai presidi".

De Luca ha spiegato che occorre "continuare a fare attenzione. Ieri abbiamo registrato 8mila positivi in Campania, un numero molto elevato. Registriamo più ricoveri di pazienti Covid con meno sintomi, significa un ostacolo permanente alla ripresa delle attività sanitarie normali. Registriamo anche un contagio elevato nella fascia under 18. Dobbiamo mantenere obbligo della mascherina, in Campania sia all'aperto che al chiuso. Oggi si conclude lo stato di emergenza sanitaria - ha continuato - un'occasione per ringraziare chi ci ha aiutato. Sono stati anni pesanti, ma la Campania è la regione con il numero più basso di decessi Covid d'Italia. E aver ottenuto questo risultato nell'area metropolitana più congestionata d'Europa, e con 10-15mila dipendenti in meno rispetto alla media nazionale, è una cosa che grida vendetta".

E ancora: "Dopo la fine dello stato di emergenza abbiamo un problema, non ci è chiaro chi paga da oggi in poi. Con l'emergenza credo siano finiti anche gli stanziamenti nazionali. La cosa mi preoccupa. Sulle spese per il Covid la Campania ha certificato 500 milioni di euro, altre regioni con meno abitanti il doppio. Credo che sia arrivato il tempo per fare un'operazione verità in questo Paese, decidiamo quali sono i criteri da seguire. Se devono essere rigorosi valgano per tutti, non vorrei trovarmi da domani mattina a non avere più un euro di risorse nazionali e doverci caricare Usca, tamponi, le attività di territorio e così via".