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Roberto Speranza, il ministro: "Fine dell'era dei tagli in sanità. Mascherine ancora fondamentali contro il Covid, sulla quarta dose di vaccino si esprima l'Europa"

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E' finita la stagione dei tagli in sanità. Occorre continuare a tenere alta la guardia sul fronte Covid. L'Europa deve esprimersi sulla quarta dose di vaccino. Sono i passaggi più importanti di una intervista concessa dal ministro della salute, Roberto Speranza, a Radio Anch'io su Rai Radio 1, questa mattina primo aprile. "Abbiamo avuto difficoltà dovute al fatto che non si è investito abbastanza in sanità in passato, ma oggi posso dire numeri alla mano che si chiude definitivamente la stagione dei tagli, c'è una nuova grande consapevolezza della centralità del nostro Sistema sanitario nazionale che è la cosa più importante del Paese, e ci sono risorse che prima non c'erano. Da qui a fine legislatura la sfida di fondo è la costruzione di un nuovo Servizio sanitario nazionale mettendo a valore la crisi di questi due anni per investire meglio e di più". 

Speranza ha illustrato i dati: "Sono diventato ministro nel settembre 2019 e sul Fondo Sanitario Nazionale c'erano 114 miliardi di euro, cioè l'ammontare delle risorse che lo Stato investe in sanità pubblica. Si metteva un miliardo in più all'anno. Oggi siamo a 124 miliardi, in due anni e qualche mese. Le risorse del Pnrr sono 20 miliardi e per la prima volta quest'anno avremo anche il Pon Salute che è uno strumento incredibile di investimento. Quindi che la sanità italiano fosse dentro una stagione di sotto finanziamento è un dato di fatto. Quella stagione si chiude".

Sul capitolo Covid ha dichiarato che "riteniamo le mascherine al chiuso ancora molto importanti in una fase come questa di alta incidenza con una circolazione significativa del virus in cui abbiamo avuto fino a 100mila casi qualche giorno fa. Valuteremo l'andamento epidemiologico e decideremo come comportarci passo passo ma la mascherina è uno strumento essenziale per contrastare il virus". "Come Europa - ha aggiunto - siamo una comunità di destino, abbiamo bisogno di fare una scelta condivisa ma sul vaccino voglio essere chiaro: non si parla di quarta dose per tutti. La quarta dose in questo momento non è prevista per tutti in nessun paese del mondo. C'è una discussione in corso sulla popolazione più fragile, non solo gli immunocompromessi per i quali è già consigliata e si può fare, ma anche persone più anziane sopra gli 80-75-70 anni, ci sono ipotesi diverse nei vari Paesi, io ho chiesto alla Commisione Ue di darci una risposta univoca perché non ha senso che a Berlino si dica 70 anni e a Parigi 80 anni".