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Alessandro Orsini, la Rai sospende il contratto ed esplode la polemica. Lui "Vado gratis a Cartabianca"

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"La direzione di Rai 3, d’intesa con l’amministratore delegato della Rai, ha ritenuto opportuno non dar seguito al contratto originato su iniziativa del programma Cartabianca che prevedeva un compenso per la presenza del professor Alessandro Orsini nella trasmissione". Lo ha annunciato la Rai in un comunicato dopo la polemica che scaturita perché il Foglio ha pubblicato il compenso del docente universitario, duemila euro per ogni partecipazione al programma. Notizia che ha scatenato la reazione di numerosi esponenti politici, già infastiditi dalle teorie di Orsini secondo cui l'Ucraina non va aiutata militarmente e che è meglio una vittoria di Vladimir Putin rispetto al coinvolgimento di altri Paesi nella guerra. Il Foglio aveva chiesto a Bianca Berlinguer, conduttrice del programma, di commentare la vicenda, ma lei aveva preferito evitare. Oggi è arrivata la comunicazione della Rai: contratto rescisso.

Ma la polemica sembra essere soltanto all'inizio, perché ovviamente il mondo politico si è subito diviso tra i pro e i contro Orsini, Inoltre il docente si è detto pronto a partecipare al programma anche gratuitamente. "Apprendo che la Rai ha deciso di rescindere il mio contratto stipulato per sei puntate con Cartabianca. Molte altre trasmissioni di informazione mi avevano offerto compensi superiori a quello della Rai. Ho scelto Bianca Berlinguer perché penso che sia una garanzia di libertà. Questa libertà va difesa. Per questo motivo, annuncio che sono pronto a partecipare alla trasmissione di Bianca Berlinguer gratuitamente...". Questo il commento che il docente ha scritto su Facebook.

Il caso del docente di Sociologia del terrorismo alla Luiss, direttore e fondatore dell'Osservatorio sulla sicurezza internazionale, come scritto, ha innescato una lunga serie di reazioni. A partire da quella di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia: "Non sono d'accordo con molte cose che dice Orsini, ma mi spaventa una Nazione nella quale la tv di Stato consente di sostenere unicamente le stesse tesi del governo. Una democrazia prevede libertà di pensiero: per esercitare il libero arbitrio serve il confronto tra tesi diverse". Di tutt'altra opinione Valeria Fedeli, capogruppo Pd in Commissione di vigilanza della tv di Stato: "La Rai ha in modo opportuno deciso di non procedere con la contrattualizzazione. Istituzionalizzare uno spazio con tanto dì compenso, a spese dei cittadini e delle cittadine, per la diffusione di tesi filoputiniane non sarebbe stato adeguato né al ruolo del servizio pubblico né alla gravità del momento. È fondamentale infatti che la Rai garantisca un’informazione e un’approfondimento sì plurali, ma certo non equidistanti tra chi oggi sostiene le ragioni degli aggrediti e chi quelle degli aggressori".