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Renato Brunetta: "Modello Venezia per attrarre altri fondi pubblici e privati nel solco di quelli europei”

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Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione, è intervenuto all’iniziativa “Italia Domani – Dialoghi sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” alle Procuratie Vecchie di Venezia. “In questa regione straordinaria abbiamo il vantaggio di avere istituzioni d’eccellenza. Guardo il presidente Zaia, guardo Brugnaro in rappresentanza di tutti i sindaci. Sono eccellenze, come la sanità, la capacita di produrre arte e cultura, come le università (Iuav, Ca’ Foscari, Padova). Con le risorse Pnrr dobbiamo non solo valorizzare le eccellenze, ma moltiplicarle, attraendo altre risorse pubbliche e private” ha analizzato il ministro.

 

 

E ancora: “Venezia sta andando sotto la soglia dei 50mila abitanti, sotto la soglia che definisce il concetto di citta. Ma Venezia vive da secoli perché ha potuto essere resiliente attraverso gli investimenti di chi l’ha governata: investimenti enormi, che sono serviti a spostare fiumi e a bloccare il mare, e che sono stati possibili grazie a una base economica forte, fortissima, ad alto valore aggiunto, in grado di garantire a Venezia la sua sostenibilità. Tutto questo si e perso nel tempo, per tante ragioni. Adesso c’è un’occasione: i 191 miliardi di euro del Pnrr, più gli altri fondi nazionali aggiuntivi da 30 miliardi. Il Pnrr è un contratto: soldi in cambio di riforme. Una sfida entusiasmante” ha analizzato Brunetta

 

 

“I soldi pubblici non bastano. Occorrono tante risorse private che si infilino nel solco di quelle pubbliche. Il sogno per Venezia è moltiplicare le eccellenze, la capacità attrattiva degli investimenti, il capitale umano: la docenza, gli studenti, i ricercatori. Non più Venezia palcoscenico, ma Venezia la più antica città del futuro. Questo costruisce base economica. E base economica porta mantenimento della cultural heritage, reddito, cultura, giovani, inclusione, solidarierà. Porta pluralismo, libertà, democrazia. Tutto si tiene. Questa è la storia che mi piacerebbe vivere tutti insieme: il Pnrr è la molla, poi tutto dipende dalla nostra capacità di moltiplicare gli investimenti. Ho un centinaio di nomi di aziende pubbliche e private che saranno chiamate per partecipare a sostenere la Fondazione” ha analizzato. In conclusione: "Non penso sia il caso di smontare il vecchio Next Generation Eu. Mi chiedo se non sia, invece, il caso di lanciare un Next Generation Eu 2 e rafforzare l’Europa, da soft power a hard power. È un’altra sfida: pensare a un ulteriore elemento di investimento e indebitamento per rafforzare l’Europa e farla diventare un soggetto politico-istituzionale che sia modello per il mondo".