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Guerra, Draghi durissimo in Senato: "L'Italia non si volta dall'altra parte". Allarme nucleare ed emergenza profughi

Julie Mary Marini
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E' dura, durissima, la posizione di Mario Draghi su quanto sta avvenendo in Ucraina. Il premier nel corso della comunicazione in Senato ha usato parole molto pesanti nei confronti della Russia, oltre a invitare gli italiani a lasciare velocemente il paese aggredito, ovviamente per motivi di sicurezza. Il primo ministro ha spiegato che "l'Italia ha risposto all'appello del presidente Zelensky che aveva chiesto equipaggiamenti, armamenti e veicoli militari per proteggersi dall'aggressione russa. E' necessario che il Governo democraticamente eletto sia in grado di resistere all'invasione e difendere l'indipendenza del Paese. A un popolo che si difende da un attacco militare e chiede aiuto alle nostre democrazie, non è possibile rispondere soltanto con incoraggiamenti e atti di deterrenza. Questa è la posizione italiana, dell'Unione Europea, dei nostri alleati". Drammatica la valutazione sui profughi che potrebbero arrivare a essere sette milioni e mezzo: "L'Italia - ha spiegato Draghi - è impegnata in prima linea dal punto di vista umanitario e migratorio, in stretto coordinamento con i partner europei e internazionali. La situazione umanitaria è sempre più grave". Le Nazioni Unite hanno stimato in 18 milioni il numero delle persone che potrebbero aver bisogno di aiuti umanitari. L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), invece, stima che gli sfollati interni potrebbero essere tra i 6 e i 7.5 milioni, mentre i rifugiati tra i 3 e i 4. Già in 400mila hanno lasciato l'Ucraina

Pressante l'invito agli italiani a lasciare l'Ucraina per ridurre i rischi per le loro vite: "Sono presenti circa 2.300 nostri connazionali, di cui oltre 1.600 residenti - ha detto Draghi - Dal 12 febbraio la Farnesina ha raccomandato agli italiani di lasciare l'Ucraina con i mezzi commerciali disponibili. Dal 24 febbraio l'avviso è stato modificato. Ai connazionali ancora presenti nella capitale ucraina e dintorni abbiamo raccomandato di utilizzare i mezzi tuttora disponibili, inclusi i treni, per lasciare la città, negli orari in cui non c'è il coprifuoco. In queste ore non vige il coprifuoco, ma la situazione potrebbe cambiare in conseguenza dell'andamento delle operazioni militari. Raccomandiamo la massima cautela". Parole anche in merito al nucleare: "Segnale preoccupante dalla vicina Bielorussia: i cittadini domenica hanno votato a favore di alcune rilevanti modifiche della Costituzione ed eliminato lo status di Paese denuclearizzato. Questo potrebbe implicare la volontà di dispiegare sul proprio suolo armi nucleari provenienti da altri Paesi". 

Al Cremlino il premier chiede di ascoltare chi manifesta contro la guerra, anche all'interno della Russia, ma spiega che l'Italia non si volterà dall'altra parta: "L'aggressione premeditata e immotivata ci riporta indietro di oltre ottant'anni, all'annessione dell'Austria, all'occupazione della Cecoslovacchia e all'invasione della Polonia. Non si tratta soltanto di un attacco a un Paese libero e sovrano, ma di un attacco ai nostri valori di libertà e democrazia e all'ordine internazionale che abbiamo costruito insieme. Come aveva osservato lo storico Robert Kagan, la giungla della storia è tornata. Ora tocca a noi tutti decidere come reagire. L'Italia non intende voltarsi dall'altra parte. L'invasione dell'Ucraina da parte della Russia segna una svolta decisiva nella storia europea. L'illusione della pace è scomparsa".