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Bassetti, frecciate contro il ministro Speranza: "La politica ascolti di più la scienza"

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E' un attacco frontale quello di Matteo Bassetti, primario della clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, a Roberto Speranza, ministro alla Salute. Un attacco attraverso un'intervista rilasciata all'emittente Tv2000, durante il programma Il mio medico. Bassetti non c'è andato affatto leggero: "Non possiamo dire quarta dose per tutti in autunno. Attenzione a dare delle informazioni, come ho sentito fare ieri anche da parte del ministro, con queste fughe in avanti. Non sappiamo con che vaccino ci vaccineremo, se sarà lo stesso o sarà uno per le varianti”. 

“Penso che bisognerebbe mantenere il discorso sui vaccini e la quarta dose più tra noi medici ed esperti, ed evitare di fare queste boutade giornalistico televisive - ha aggiunto il professore - Per quanto riguarda i fragili sapevamo che ci sarebbe stato bisogno di una dose ogni sei mesi. Ed è quello che hanno fatto altri paesi. Quindi non troppo vicino alla terza. Una dose ogni sei mesi, per chi ha un sistema immunitario fragile oppure chi ha problemi, funziona e serve a tenere vive le difese”.

“Dobbiamo finirla - ha il primario del San Martino di Genova - con il concetto che ogni volta che si aprono l’Inghilterra, la Svizzera, la Spagna, il Portogallo, i Paesi nordici, diamo loro dei cretini. In Italia crediamo di avere la scienza infusa e gli altri no. Io ho un grande rispetto dei colleghi inglesi, che ci hanno insegnato come comportarci con le malattie infettive e l’igiene pubblica. Come ho un grande rispetto degli svedesi e dei portoghesi e gli spagnoli. Usciamo dalla logica italiana per cui gli altri non sono capaci e siamo noi gli unici ad aver gestito bene la pandemia”. Critiche dirette, senza troppi giri di parole, come del resto aveva fatto in una intervista rilasciata a Radio Cusano Campus: "Tutti gli infettivologi erano d'accordo sull'obbligatorietà del vaccino per gli over 40 ma la politica non ha ascoltato. Gli scienziati vengono tenuti in considerazione solo quando fa comodo altrimenti vengono ignorati. Se avessimo fatto come dicevano gli scienziati non avremmo avuto tutti quei morti di dicembre e gennaio".