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Green pass, scintille nel M5S. Furiosa lite tra Patuanelli e chi tira in ballo il fascismo

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Un problema dietro l'altro per il governo guidato da Mario Draghi, una spaccatura dietro l'altra per il Movimento 5 Stelle che ormai tutto è tranne che un partito in grado di fare fronte comune. Ora tra i grillini sembra crescere il fronte di chi chiede lo stop del green pass, in particolare l'obbligatorietà per accedere ai posti di lavoro. Sono numerosi i parlamentari che vogliono che la norma venga cancellata in concomitanza con la fine della proroga dello stato di emergenza, attualmente fissata per il 31 marzo. L'Agenzia Lapresse racconta di una riunione che gli esponenti del partito hanno avuto con il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, e il capodelegazione al governo, Stefano Patuanelli.

Diversi gli interventi per chiedere di rivedere la norma del green pass, alcuni dei quali con toni decisamente animati. Chi era presente racconta che ci sono stati momenti di alta tensione tra Gabriele Lorenzoni e Patuanelli: il deputato avrebbe spiegato che alcune misure a suo dire ricorderebbero gli anni bui del Fascismo. Queste parole avrebbero scatenato le ire del ministro delle Politiche agricole. Solo l’intervento del capogruppo alla Camera, Davide Crippa, avrebbe riportato la situazione in un clima accettabile.  

Diversi deputati avrebbero chiesto di convocare al più presto una riunione congiunta con il presidente del M5S, Giuseppe Conte, per tracciare una linea politica comune sul tema. Perché, questa è la motivazione, i parlamentari cinquestelle contrari alla proroga del Green pass starebbero aumentando di giorno in giorno. Il 7 febbraio a firmare una nota congiunta per chiedere di cancellare il provvedimento, furono, oltre a Lorenzoni, anche Laura Mantovani, Marco Bella, Alberto Zolezzi, Marianna Iorio, Vita Martinciglio, Antonella Papiro, Niccolò Invidia, Pietro Lorefice, Mauro Coltorti, Patrizia Terzoni, Mirella Emiliozzi, Sabrina Ricciardi, Carmen Di Lauro ed Enrica Segneri. A loro avviso “il Green pass rafforzato sta letteralmente affossando le attività commerciali, i settori alberghiero, turistico e della ristorazione; cinema, teatri e musei sono in fortissima difficoltà, e le società sportive si dichiarano non più disponibili ad accettare restrizioni palesemente discriminatorie, peraltro per un ambito che genera salute e contribuisce a fare reale prevenzione”.