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Centrodestra, Giorgia Meloni si candida a guidare la coalizione: l'intervista a La Stampa

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E' una Giorgia Meloni a tutto tondo quella che interviene sul sito de La Stampa, ospite di 30 minuti al Massimo. "La destra va bene, Fratelli d'Italia molto bene. Ma il resto della coalizione attualmente ha enorme difficoltà, sul piano parlamentare ha dimostrato la sua inconsistenza. Ciò non toglie che rappresenta la maggior parte degli italiani e credo sia giunta l’ora di fare chiarezza", ha spiegato la presidente di Fratelli d'Italia. "Io voglio organizzare e dare rappresentanza a questo mondo, gli altri dovranno assumersi le proprie responsabilità. Ci sono persone che tra l’alleanza di centrodestra e l’alleanza di Governo hanno privilegiato l’alleanza con il Pd e il M5S. Credo che non possiamo inseguire le sirene della sinistra e pongo un problema". Negli ultimi giorni sono state tante le frecciate che si sono scambiati Meloni e Salvini, ma la leader di FdI sostiene di non sentire l'ex ministro "da prima che votasse Mattarella". Per quanto riguarda il rapporto con Berlusconi, invece, Meloni riferisce di averlo sentito "due giorni fa. Lui dice stiamo uniti, ma per carità: solo che non possiamo scriverlo sulla sabbia. Berlusconi è stato il fondatore del centrodestra, il suo ruolo è indiscutibile ed è la ragione per cui io ho dato l’ok alla sua candidatura a presidenza della Repubblica. Come il Pd aveva candidato Romano Prodi, senza poi riuscire a eleggerlo, ma aveva candidato il suo campione, io credevo che avrebbe potuto assolutamente ricoprire quel ruolo. Dopodiché se oggi c’è un partito che è rimasto saldamente nel centrodestra quel partito è FdI. Non ho nulla da chiarire con Berlusconi, non c’è un tema di gratitudine o di riconoscenza personale, gli sono riconoscente come persona di centrodestra". 

 

 

Sul Governo Draghi e su un suo futuro ruolo a Palazzo Chigi, Giorgia Meloni è chiara: "Io mi preparo per il Governo, con l’opposizione che ci faccio. È una vita che danno FdI per spacciata o che vogliono chiuderci in un angolo ma non ci sono mai riusciti. Io lavoro per diventare primo partito, dopodiché do le carte. Per questo sono per il maggioritario. Se qualcuno dovesse portare una legge elettorale in aula presenterò un emendamento nel quale si chiede con quali partiti uno è disposto a governare. Riproporrò anche nell’alleanza un patto anti-inciucio e chiederò che venga firmato questa volta, come io ho già fatto. Un pensierino su Speranza e Lamorgese lo farei, sono due ministri totalmente fallimentari". Per Meloni, inoltre, adesso "il Governo Draghi è più debole ma sarebbe stato ugualmente debole con un altro presidente della Repubblica: credo questa fosse una delle ragioni per le quali Draghi preferisse andare al Quirinale. Puoi essere il migliore del mondo, ma sempre una Repubblica parlamentare siamo, devi avere una maggioranza coesa e questo credo che Draghi lo abbia imparato. Spero che non si arrivi al 2023, ma buona parte dei parlamentari sperano il contrario". E se il centrodestra sia più sfasciato del centrosinistra, la leader di FdI è chiara: "Adesso non esageriamo, diciamo che nessuno sta messo benissimo. Io sono fiduciosa che una proposta di centrodestra vinca le prossime politiche e lavoro per questo. Mi candido pure a guidarlo il centrodestra, ma questo dipende dagli italiani".

 

 

Infine, Meloni torna sul tema vaccino per i bambini, dopo che a Non è l'Arena aveva spiegato di non vaccinare la figlia di 5 anni. "Il vaccino non è una religione ma una medicina - ha detto - Quando prendi una medicina valuti il rapporto rischio/beneficio. La possibilità di morire per un ragazzo tra zero e 19 anni è la stessa di morire per un fulmine. Il vaccino non ferma il contagio quindi non mi vaccino per gli altri. Mi vaccino per me stesso perché il vaccino limita il rischio di terapia intensiva".