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Quirinale, Tajani: "Berlusconi avrebbe vinto se non si fosse ritirato. Salvini leader coalizione? No, pensiamo a lavorare"

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Se Silvio Berlusconi non si fosse ritirato dalla corsa per il Quirinale, avrebbe vinto. Ne è convinto Antonio Tajani, coordinatore di Forza Italia, che ha rilasciato una lunga intervista a Il Giornale. "Ho detto che lui aveva più chance di tutti, ma la sinistra si è opposta con un no a prescindere. Se Berlusconi fosse andato al voto avrebbe vinto, ma ha deciso di non accettare la candidatura offertagli da tutto il centrodestra per non essere divisivo e poi ha cercato altri...". Tajani ribadisce che "noi siamo schierati per il maggioritario e contro il ritorno al proporzionale, ma credo che la riforma elettorale in un momento delicato come questo, non sia una priorità per gli italiani. Pensiamo, piuttosto, alla pandemia, alla nostra economia, alla realizzazione dei progetti del Recovery fund, alle infrastrutture necessarie, comprese quelle digitali...".

E ancora: "Noi siamo convinti che più importante dell’inseguire i sondaggi sia mettersi al lavoro per dare stabilità al Paese e per offrire delle soluzioni concrete ai problemi degli italiani. Basta polemiche, quindi, rimbocchiamoci le maniche e occupiamoci di questo". Ma il coordinatore del partito azzurro ha rilasciato dichiarazione anche al Corriere della Sera e alla domanda se Matteo Salvini è il nuovo leader della coalizione, ha risposto in maniera secca: "C'è un fondatore del centrodestra che è Silvio Berlusconi. Poi alle elezioni si vedrà chi sarà il candidato. Se il sistema elettorale resta questo, le coalizioni avranno una loro logica. E a parte il fatto che agli italiani il tema della legge elettorale interessa ben poco, io non credo si debba rinunciare al maggioritario e al bipolarismo".

Anche al Corriere della Sera ha ribadito che "il nostro obiettivo adesso è prima di tutto lavorare affinché il governo porti a termine il grande e delicato impegno che abbiamo di fronte e poi che Forza Italia sia protagonista del grande rilancio dell'area che nel Paese si riconosce nel Ppe, quella europeista, atlantista, liberale, moderata", senza la quale a suo avviso "non esiste un centrodestra vincente".