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Politica, recuperare la dignità costruendo una nuova missione

Pietro De Leo
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E ora si va avanti passo passo. C’è già il tema di un eventuale nuova legge elettorale sul tavolo, la situazione è liquida e gli schieramenti in fase di scomposizione, quanto e se reversibile è presto per dirlo. Si parte da qualche certezza: la prima è che, se si dovesse votare domani, probabilmente la quota di astensionismo sarebbe ancor più alta del devastante turno delle amministrative d’autunno. Questo è fisiologico, dopo la pessima figura che il quadro politico ha rimediato nelle trattative per il Quirinale portate avanti in maniera dilettantesca, umorale, con impeti ideologici (quest’ultimo difetto ascrivibile alla sinistra). E che hanno segnato una botta all’impostazione che la politica ha avuto negli ultimi 30 anni, sostanzialmente leaderistica.

 

 

Incidenti vari e diffusi verificati nel corso della settimana quirinalizia ci consegnano alcune forze che, con leader in difficoltà o in cerca d’autore (pensiamo alla Lega, al Movimento 5 Stelle, o al magma centrista) appaiono terremotate nella loro ragione sociale. Si tratta di una perentoria lezione della storia, che chiama al ritorno della centralità della proposta politica, fin qui marginale rispetto alla dimensione spettacolarizzata dei capi. Collegare i partiti ai destini dei propri leader espone i primi alla rapida usura cui le storie personali di impegno pubblico, oggi, sono inevitabilmente sottoposte. Stante una certa venatura pop-consumistica acquisita dalle leadership (enfatizzata dall’utilizzo della tecnologia) che se pompa consenso nell’immediato, altrettanto rapidamente può drenarlo a causa del rischio ripetitività del messaggio o difficoltà di leggere passaggi epocali. Quello in corso, peraltro, chiama ad una politica che riorienti, finalmente, la propria missione. O meglio, ne costruisca una.

 

 

In una fase che richiede la ricostruzione del Paese questa è la strada obbligata. Non suggestioni, ma visioni, nitide, costruite attraverso programmi strutturati e un capitale umano in grado di comporli e rivendicarli: tasse, scuola, posizionamento nello scenario nazionale, immigrazione, sicurezza, tutela della salute. E ancora le nuove sembianze della libertà a seguito delle restrizioni che abbiamo subito e dell’irruzione della tecnologia nelle nostre vite, specie nella dimensione del “Metaverso”. Per non dimenticare la questione demografica. Idee che poggino le basi su una chiave di lettura del mondo, figlia di culture politiche che devono tornare ad essere il perno del sistema democratico. Solo così, avendo l’ambizione di una durata epocale, i partiti possono recuperare la loro dignità e autonomia. Solo così la democrazia si salva. O adesso o mai più.