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Quirinale, si torna al voto nel caos. Partiti divisi, vertice prima della chiama. Letta fa l'elenco dei nomi. Salvini vuole una donna. La diretta video

Giuseppe Silvestri
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I grandi elettori sono di nuovo chiamati a votare per il nuovo presidente della Repubblica. Quella di questa mattina, sabato 29 gennaio, è la settima chiama per scegliere l'inquilino del Quirinale. Inizio alle 9.30. Ma la situazione regna ancora nel caos. Il centrodestra è diviso. Diverse posizioni non solo tra partito e partito, ma anche all'interno degli stessi. Nel centrosinistra la situazione è identica se non peggiore: il Pd è frammentato tra correnti principali e secondarie. Il Movimento 5 Stelle è letteralmente spaccato al punto che nella serata di venerdì 28 sono state palesemente opposte le valutazioni non solo tra Luigi Di Maio e Giuseppe Conte, ma soprattutto tra il primo e Beppe Grillo. L'ipotesi dell'elezione di una donna inizia a prendere corpo, ma che a succedere a Sergio Mattarella sia Elisabetta Belloni, capo degli 007 italiani, non piace a Silvio Berlusconi, Luigi Di Maio, Enrico Letta. Al momento pare difficile che abbia in numeri per poter essere eletta. Un'ora prima della settima chiama nuovo vertice tra Matteo Salvini, Giuseppe Conte ed Enrico Letta.

Il segretario del Partito Democratico spiega che "si riparte con un metodo di confronto caratterizzato da un elemento in più: il centrodestra si è formalmente spaccato. Politicamente è un punto essenziale". E aggiunge che si sta ragionando su numerosi nomi: Draghi, Cartabia, Belloni, Amato, Casini e, ovviamente, ancora Mattarella. Ennesima frecciata a Salvini che secondo Letta vuole essere quello che da le carte e ciò crea un cortocircuito anche con il Movimento 5 Stelle. Ancora una candidatura che rischia di essere bruciata?

Matteo Salvini, capo della Lega da parte sua, dà una nuova spallata a Forza Italia, spiegando che il 100% del suo partito ha votato Elisabetta Casellati, mentre altri no, i franchi tiratori del centrodestra. Ma Salvini è tornato a sottolineare che "mi piacerebbe che questo parlamento ballerino eleggesse il primo presidente della Repubblica donna. Ho una mia idea e voterei una donna ma nessuno è autosufficiente e c'è chi gioca a dire in no. Dopo quindici proposte adesso taccio. Ho tre nomi, ma senza una condivisione, noi ci asterremo". In questo clima inizia la settima chiama, che rischia di essere ancora una volta improduttiva.