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Quirinale, in salita ipotesi Belloni: no di Iv, Fi e Leu. Opzioni Cartabia e Severino. Forza Italia si smarca

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Dopo la sesta fumata nera in serata, che segue il flop della candidatura di Elisabetta Casellati alla quinta votazione, ora il momento delle trattative per l'elezione del presidente della Repubblica. Complicatissime perché quando sembrava che si fosse presa una direzione - dopo l'incontro nel pomeriggio tra Matteo Salvini, Giuseppe Conte ed Enrico Letta - con Elisabetta Belloni è arrivato il secco no da parte di Iv, Fi e Leu.

 

 

Particolarmente pungente Matteo Renzi: "L’idea che il capo dei servizi segreti in carica diventi Presidente della Repubblica è per me inaccettabile. Si tratta di una deriva anti istituzionale che non ha precedenti. Noi non voteremo Elisabetta Belloni. Che è una mia amica. Ma dai Servizi Segreti non si va al Quirinale: chi non lo capisce non ha cultura istituzionale". Di fuoco la risposta di Giorgia Meloni (FdI) che è una grande sostenitrice: "Tutti parlano dell’importanza delle donne nei ruoli chiave, ma alla prova dei fatti quando esce il nome di una donna per un’alta carica si assiste a un fuoco di sbarramento di una violenza inaudita. Ecco a voi la latente misoginia italiana".

 

 

Poco prima aveva dato segnali d'intesa Letta ("Finalmente abbiamo iniziato a parlare, abbiamo discusso in modo franco e aperto, ma siamo solo all'inizio. Questo Parlamento non può che arrivare a una larga intesa") ha detto Letta. Con Salvini che aveva annunciato: "A breve avremo un presidente donna in gamba". Con Belloni (grande convergenza da parte di Salvini e Conte) restano valide altre due opzioni femminili come Marta Cartabia (ministro della Giustizia) e Paola Severino (ex Guardasigilli). Mentre sullo sfondo restano Mario Draghi (secco no di Conte) e Sergio Mattarella che anche oggi ha preso 336 voti). Intanto si smarca Forza Italia che "allo scopo di favore una rapida e il più possibile condivisa elezione del presidente della Repubblica, da questo momento in poi discuterà e tratterà autonomamente con le altre forze politiche".