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Quirinale, terza votazione per il presidente della Repubblica. Ancora verso la scheda bianca. Il video della diretta

Julie Mary Marini
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Dalle 11 di questa mattina, mercoledì 26 gennaio, si vota per la terza volta per l'elezione del presidente della Repubblica che prenderà il posto di Sergio Mattarella, uno dei più amati capi dello Stato della storia italiana. La prima chiama dei grandi elettori c'è stata lunedì 24 gennaio, il giorno dopo la seconda, ma entrambe sono terminate con un nulla di fatto. Hanno prevalso le schede bianche per il mancato accordo tra le coalizioni e i partiti su un nome comune. Ieri il centrodestra ha scoperto le prime carte e proposto una rosa di tre possibili presidenti: Letizia Moratti, Marcello Pera e Carlo Nordia.

Il centrosinistra ha definito di alto profilo le possibili candidature, ma di fatto le ha bocciate proponendo un super vertice per decidere un nome condiviso da tutti. Anche Matteo Renzi ha spiegato che i suoi non voteranno le candidature proposte dal centrodestra. Secondo le indiscrezioni il nome su cui il centrodestra vorrebbe puntare davvero è quello di Elisabetta Casellati, attuale presidente del Senato. Matteo Salvini, leader della Lega, ha spiegato che lei non ha nemmeno bisogno di essere candidata. Sul tavolo restano anche Pierferdinando Casini e di Giuliano Amato, ma molti grandi elettori continuano a sperare che Sergio Mattarella ci ripensi e accetti l'idea di un secondo mandato o almeno una parte dello stesso.

In questo clima di confusione politica e idee poco chiare, si procede con la terza chiama dei grandi elettori. Ancora una volta la sensazione è che la spunteranno le schede bianche. Fonti di Forza Italia confermano che questo è l'indirizzo del partito. Vale anche per il Movimento 5 Stelle, che considera decisiva la giornata di domani. Partito Democratico e Leu sembrano intenzionati a seguire la stessa strada, così come gli altri partiti della coalizione di centrodestra. Insomma mentre proseguono le trattative, anche la terza votazione pare destinata a terminare senza l'elezione del nuovo capo dello Stato.