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Quirinale, Salvini: "Letta? Incontrerò tutti, è il mio lavoro". Il piano: blitz per eleggere Casellati

Julie Mary Marini
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"Se vedrò Enrico Letta? Oggi incontrerò tutti, è il mio lavoro". Parole di Matteo Salvini, leader della Lega, pronunciate poco prima di entrare nei suoi uffici di Montecitorio. Oggi, mercoledì 26 gennaio, alle 11 è in programma la terza votazione per l'elezione del nuovo presidente della Repubblica e ancora non c'è accordo tra le coalizioni e tra i partiti. Nella giornata di ieri il centrodestra ha presentato quelli che ha definito i suoi candidati. Tre nomi: Marcello Pera, ex presidente del Senato; Letizia Morati, ex ministro della Scuola; Carlo Nordio, ex magistrati. Tutti e tre sono stati definiti di alto livello da Enrico Letta, segretario del Pd, ma il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle non voteranno nessuno di loro, perché li considerano candidati di bandiera. 

Proprio Letta nella serata di ieri, martedì 25 gennaio, ha invitato i leader di tutti i partiti a chiudersi in una stanza e a uscire soltanto dopo aver trovato una soluzione. Un invito a cui non sono state date risposte ufficiali. Secondo le voci di corridoio il centrodestra potrebbe provare a mettere a segno un blitz sul nome dell'attuale presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberta Casellati. Ha però bisogno del voto di una parte dei parlamentari (o ex) del Movimento 5 Stelle e dei renziani. E deve scongiurare tutti i franchi tiratori. Entrando a Montecitorio sull'argomento Salvini si è limitato a dichiarare che "Casellati non ha bisogno di essere candidata".

Il centrodestra proverà a incoronarla come successore di Sergio Mattarella? Possibile, ma con tutta probabilità significherebbe mettere fine al governo guidato da Mario Draghi perché difficilmente il Partito Democratico accetterebbe un blitz del genere. Dunque a ridosso del terzo voto per la scelta del nuovo presidente della Repubblica, la politica è ancora nel caos. Intanto incassa le durissime critiche della maggior parte degli opinionisti politici e dei cittadini secondo cui le urgenze del Paese sono altre: la lotta alla pandemia e i problemi economici.