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Quirinale, Mastella boccia i leader dei partiti: "Tutti insufficienti. Casini presidente? Può farcela"

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Clemente Mastella è convinto di sapere come finirà la corsa per il nuovo presidente della Repubblica. Il sindaco di Benevento, classe 1947, politico di lungo corso è convinto che alla fine prevarrà un politico. "Da quello che percepisco annusando l’aria del Parlamento credo prevalga il parlamentarismo. A meno che non arrivi una bomba dai mercati, che però mi sembrano più preoccupati dall’Ucraina. E credo che l’accoppiata Casini-Draghi sarebbe accettata dai mercati internazionali".

E' questo il pronostico, dell'ex ministro, che spiega in una intervista concessa a La Stampa perché punti sul nome di Pierferdinando Casini come nuovo Capo dello Stato: "Non so se questa entrata in campo" del premier Mario Draghi "sia la mossa che risolve la partita o se magari è troppo tardi", aggiunge. A suo avviso nel centrodestra "già è anomalo che Meloni sia fuori dalla maggioranza di governo. E l’uscita di scena di Berlusconi non li ha avvantaggiati, il centrodestra sta perdendo punti: Berlusconi è un po’ deluso, anche giustamente" per il mancato appoggio nella sua corsa al Colle, che lo ha obbligato a un passo indietro. I leader di partito, per Mastella, finora sono tutti "insufficienti".

Un giudizio "un po’ mitigato dal fatto che Letta – per esempio – deve fare i conti con le correnti. Salvini ha la concorrenzialità permanente di Giorgia Meloni. I 5 stelle – con il dualismo tra Di Maio e Conte – farebbero meglio a fare come i capitani reggenti di San Marino". Per Mastella "nessuno mette in discussione Draghi. Ma non possiamo fare come con le matrioske: il presidente della Repubblica che ha una matrioska premier, una ministro dell’Economia. Secondo me Draghi può continuare a fare il presidente del Consiglio e appena si libera un posto essere nominato senatore a vita, come fece Napolitano con Monti". Dopo il voto, nel 2023, secondo Mastella, "nessuna delle due coalizione avrà la maggioranza al Senato".