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Mario Draghi: "Governo avanti indipendentemente da chi sarà premier. Non ho ambizioni, sono un nonno. Vaccinare i bambini, no lockdown per i sì vax"

Julie Mary Marini
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"Abbiamo conseguito tre grandi risultati. Abbiamo reso l'Italia il Paese più vaccinato d'Europa, ottenuto Pnrr e i 51 obiettivi. Abbiamo creato le condizioni perché il lavoro sul Pnrr continui, indipendentemente da chi ci sarà". Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, durante la sua conferenza stampa di fine anno. Draghi ha parlato del lavoro del governo e ha fatto il punto sulla pandemia da Covid, accennando le possibili nuove restrizioni per cercare di contenere la pandemia che saranno decise dalla cabina di regia in programma per domani, 23 dicembre. Sul suo futuro ha spiegato che "sono un nonno al servizio delle istituzioni. Il governo? Andrà avanti indipendentemente da chi ci sarà". Non è mancata una battuta sul nuovo presidente della Repubblica: "I miei destini personali non contano - ha detto - non ho aspirazioni personali. Il governo è iniziatpìo con la chiamata del presidente Mattarella, una chiamata di altissimo ordine, con una vicinanza costante all'azione di governo. Ma la responsabilità di azione di governo sta nel Parlamento, il Parlamento decide la vita del governo. Ringrazio il lavoro delle forze politiche: senza la loro disponibilità non avremmo centrato gli obiettivi fissati".

Ovviamente il Covid e i possibili nuovi provvedimenti del governo sono stati al centro della conferenza stampa. Draghi ha spiegato che la variante Omicron apre una nuova fase della lotta al virus e ha invitato gli italiani a continuare ad aderire con convinzione alla campagna di vaccinazione: "La terza dose è fondamentale", ha spiegato, sottolineando che non è esclusa l'applicazione dei tamponi anche per i vaccinati. Ha ribadito che il green pass resta un importante strumento di libertà e attualmente tre quarti delle morti causate dal Covid sono di cittadini non vaccinati. "Dobbiamo difendere la normalità raggiunta - ha aggiunto il presidente del consiglio dei ministri - e questo significa niente chiusure, scuola in presenza, una socialità soddisfacente. Per farlo dobbiamo prendere tutte le precauzioni possibili. Non ci sarà alcun lockdown per i vaccinati".

 

 

Proprio sul futuro della scuola ha spiegato che durante la prossima cabina di regia sul virus non è all'ordine del giorno l'eventuale prolungamento delle vacanze di Natale. Draghi ha dichiarato di essere "consapevole della sofferenza vissuta dai giovani che hanno subito le restrizioni per contenere la pandemia e faremo di tutto che l'esperienza non si ripeta, ma occorrono precauzioni anche nella scuola. La prima cosa da fare è uno screening delle scuole e dobbiamo potenziare lo sforzo, il commissario Figliuolo è già al lavoro. Il secondo è testare continuamente la situazione. Ma a restare fondamentale è la vaccinazioneoggi decisiva anche per i bambini. Tutto è necessario per difendere quel poco di normalità che ci è rimasto". 

Naturalmente non sono mancate dichiarazioni sui temi economici, a partire dal superbonus che il governo voleva ridurre, ma che le forze politiche hanno voluto confermare: "Il governo non voleva estendere il Superbonus perché ha creato distorsioni", ha sottolineato Draghi. E ancora: "La prima è un aumento straordinario dei prezzi delle componenti per le ristrutturazioni e l'efficientamento energetico. E' la logica del 110 per cento che in un certo senso non rende e ha incentivato le frodi". "Questa mattina - ha aggiunto - l'Agenzia delle Entrate ha bloccato 4 miliardi di crediti come cedibili, insomma c'erano buoni motivi, oltre al costo per la finanza pubblica, per la riluttanza del governo a estendere ulteriormente il superbonus". Sull'aumento delle bollette ha confermato che gli aiuti alle famiglie potranno essere estesi: "E' una questione urgente". 

Sul piano politico non è entrato sulla valutazione di una possibile candidatura di Silvio Berlusconi a presidente della Repubblica: "Non sta a me dare queste valutazioni, non sono più presidente della Bce e anche se lo fossi stato all'epoca non avrei dato valutazioni che esondavano dal mio compito allora ed esondano dal mio compito oggi". E una possibile spaccatura dell'attuale maggioranza di governo per eleggere il successore di Sergio Mattarella: "E' uno scenario da temere, ci vuole una maggioranza ampia, anche di più rispetto a quella attuale. E' immaginabile una maggioranza che si spacchi su elezioni e che si ricomponga quando si forma il governo".