Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Lavoro, notizie buone e cattive dai dati Istat. Soffrono gli autonomi. L'unica speranza è la terza dose di vaccino anti Covid

Pietro De Leo
  • a
  • a
  • a

Due notizie, che potremmo definire l’una buona e l’altra assai meno, provengono dalla nota trimestrale sulle tendenze dell’occupazione del terzo trimestre 2021, ad opera dell’Istat, del Ministero del lavoro, Inps, Inail e Anpal. La notizia buona è nel trend sostanzialmente positivo dell’occupazione. Segnando un +0,6% per quanto riguarda gli occupati. Andando a guardare ai settori, invece, troviamo un consistente +2,6% nel comparto costruzioni e 3,5% nei servizi. In generale, crescono anche le posizioni lavorative (+3,5%).

Calano poi i disoccupati e gli inattivi della fascia d’età 15-64, -453mila in valore assoluto, -3,3% in percentuale, rispetto al terzo trimestre del 2020. Fin qui, il quadro positivo. Esiste però un settore ancora in difficoltà, ed è quello dei lavoratori indipendenti, ancora sotto segno meno. Qui troviamo una diminuzione sia in termini congiunturali, -35mila, sia su base annua. Questa è la riprova che l’universo degli autonomi è quello che ha subito un impatto sociale più doloroso per la pandemia.

Potendo contare, di fatto, su nessuna tutela (a parte la sporadica iniziativa di ristori che si sono rivelati però ovviamente insufficienti rispetto alle conseguenze del crollo della domanda), pressoché esclusi dal confronto tra governo e parti sociali,  rischiano anche di raccogliere dei contraccolpi irreversibili rispetto a eventuali restrizioni. Di fronte a uno scenario del genere, la spinta verso la terza dose continua a essere l’unica strada per mantenere viva l’economia.