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Berlusconi, apertura ai Cinque Stelle in vista del Quirinale? "Hanno dato voce a un disagio reale"

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Lunga intervista di Silvio Berlusconi a Milano Finanza, che sarà pubblicata sul numero speciale dei 35 anni del periodico, in edicola sabato 11 dicembre. "Se l'Italia di oggi, dopo Mani Pulite, la guerra alla casta, il successo del M5S in un’ottica antisistema, si può ancora definire un Paese di moderati? La parola moderati si presta ad un equivoco. I moderati non sono coloro che non hanno opinioni forti, convinzioni profonde, passioni civili intense: sono coloro che con razionalità e concretezza, con rispetto degli altri e spirito critico, manifestano le loro convinzioni e sulla base di queste scelgono", ha dichiarato il presidente di Forza Italia.

 

 

Poi il per certi versi clamoroso riconoscimento al M5S, forse anche in vista delle elezioni del Presidente della Repubblica e della possibilità per qualche esponente grillino di appoggiare una sua eventuale candidatura: "Il voto al Movimento Cinque Stelle, dal quale siamo lontanissimi, nasceva però da motivazioni tutt’altro che ignobili o irragionevoli - ha sottolineato Berlusconi -. Nasceva dallo stesso disagio e dallo stesso fastidio per un certo tipo di politica per la quale è nata Forza Italia. I Cinque Stelle non sono riusciti a dare una rappresentanza a questa Italia, ma hanno dato voce ad un disagio reale, che merita rispetto, attenzione, ed anche delle risposte". Berlusconi ha quindi parlato pure di calcio: "Allora era possibile per una famiglia farsi carico di una squadra di calcio, che si identificava anche con una città. Oggi il grande calcio è un affare che riguarda la finanza internazionale, i grandi protagonisti sono petrolieri arabi, magnati russi, fondi d’investimento americani. Tutto legittimo, ma lontano dal territorio, dall’appartenenza, dalla passione sportiva. D’altra parte è un processo inevitabile, viste le cifre in gioco", ha sottolineato.

 

 

Berlusconi ha nei giorni scorsi parlato bene pure del reddito di cittadinanza, una novità apprezzata lunedì 6 dicembre dal Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. "La svolta di Berlusconi sul reddito di cittadinanza la considero significativa, noi su questo siamo partiti da soli nel 2018 - ha spiegato -. Sentendo anche la proposta di Fdi, penso che nessuno sarà in grado di abolire il reddito. Al massimo gli cambieranno nome, credo che i correttivi arriveranno sempre di più, è giusto che quello che non ha funzionato vada cambiato". A proposito di aperture.