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Berlusconi blinda il premier Mario Draghi: "E' patrimonio dell'Italia. Il Covid? Accelerare con il vaccino, mascherine e distanza"

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Silvio Berlusconi blinda il premier Mario Draghi. Il leader di Forza Italia, in corsa per la presidenza della Repubblica, in una intervista al Corriere della Sera spiega che è necessario che "il governo continui a lavorare con serietà" fino a quando "sarà necessario, fino al 2023, quando saremo usciti dall’emergenza". L'ex premier assicura che "saremo i primi a collaborare lealmente all’attività dell’esecutivo", non per "piccole tattiche o calcoli di convenienza". Berlusconi sottolinea che Draghi è "un patrimonio dell’Italia" e che "di fronte all’emergenza creata dalla pandemia, siamo stati i primi a proporre la nascita di un governo aperto a tutte le forze vive della nazione. Si trattava di fronteggiare una situazione sanitaria molto grave e di far ripartire l’economia, sprofondata in una crisi altrettanto grave. Fino ad oggi, obiettivamente, ci stiamo riuscendo".

"Una volta tanto - aggiunge l'ex premier - gli indicatori italiani, sia sanitari che economici, sono migliori di quelli di molti altri Paesi europei. Certo l’emergenza è tutt’altro che conclusa, la strada da fare è ancora lunga. L’affacciarsi di nuove varianti, per di più, può compromettere i buoni risultati ottenuti finora". Sulla variante Omicron spiega che si deve reagire "senza panico ma con grande rapidità e determinazione. In attesa che gli scienziati ci dicano qualcosa di più preciso, dobbiamo applicare con il massimo rigore gli strumenti che abbiamo. Quindi rispetto assoluto del distanziamento sociale, uso della mascherina in tutti i contesti affollati - anche all’aperto - e soprattutto vaccini. Occorre accelerare il più possibile la somministrazione della terza dose e convincere a vaccinarsi coloro che - mettendo in pericolo sé stessi e gli altri - ancora non hanno provveduto. Fra l’altro la variante Omicron, che nasce in Paesi dove il vaccino è poco diffuso, ci conferma un’amara lezione: meno sono i vaccinati, più possibilità ha il virus di riprodursi e quindi di modificarsi. Occorre dunque che l’Europa e l’Occidente facciano un enorme sforzo per aiutare le campagne vaccinali nei Paesi più deboli".

Al governo, l'ex premier chiede "di continuare a lavorare con serietà, assicurando la stabilità e l’unità del Paese. Siamo persone responsabili e sappiamo che questo governo è sostenuto da forze politiche che in circostanze ordinarie sarebbero fra loro antagoniste. Non possiamo attenderci che realizzi tutto quello che farebbe un governo di centrodestra. Peraltro il governo ha attuato gran parte delle nostre proposte: è di questi giorni la riduzione dell’Irpef e dell’Irap, un segnale che considero molto positivo". Sulla corsa al Quirinale l'ex premier ha preferito non parlare. Lo farà "quando Sergio Mattarella non sarà più in carica".