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Draghi: "Prevenire per preservare". La lotta al Covid da conciliare con il funzionamento della vita economica e sociale del Paese

Pietro De Leo
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Prevenire per preservare”. E’ l’espressione chiave che il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha fornito nella conferenza stampa di presentazione del decreto che inserisce un green pass su due livelli, uno dei quali a maggior spettro di libertà per quanti abbiano ricevuto il vaccino. La missione individuata dal premier nel giorno in cui si presentò alle Camere per la primissima fiducia era proprio incentrata sulla conciliazione tra lotta al Covid e ritorno al funzionamento della vita economica e sociale del Paese. Questo, finora, è stato possibile attraverso un percorso di vaccinazione che ha visto l’Italia primeggiare rispetto agli altri Paesi europei, con circa l’86%, mentre circa 8 milioni non sono vaccinati. Ora, il nostro Paese si trova a dover fare una scelta preventiva, mentre gli Stati confinanti o geograficamente vicini si trovano in una situazione ben peggiore della nostra, specialmente l’Austria che sta attraversando, con grande sofferenza, un nuovo lockdown proprio nel periodo natalizio. In Sassonia, land tedesco, i medici hanno spolverato una parola orribile, il “triage” in corsia, ossia il privilegio, nel trattamento sanitario, di quei malati che hanno più possibilità di sopravvivere. E spesso, ha detto una esponente della consulta dei medici del land, questa possibilità non ce l’hanno i non vaccinati, che arrivano in condizioni peggiori.

 

 

Ecco, qui in Italia i dati di ospedalizzazione sono sotto il livello di guardia (con alcuni dati peggio proprio nelle zone di confine), ma ci sono alcuni elementi convergenti negativi. Il primo è la stagione, che aumenta le occasioni in cui le persone si ritrovano al chiuso. L’altro è la perdita di copertura dei vaccini somministrati alcuni mesi fa. Fattori che, fino a circa un mese e poco più indietro, non erano presenti. Per questo motivo, visto che la libertà implica responsabilità e un contributo comune contro una causa terribile, chi non l’ha fornito prima dando disponibilità al vaccino è giusto lo fornisca oggi. O vaccinandosi, per il bene comune e per se stesso, oppure sacrificando una quota di libertà.

 

 

Una situazione del tutto diversa rispetto allo scorso anno. Il messaggio di Conte fu chiudere per poi passare un Natale migliore, cosa che poi non avvenne. Il messaggio di Draghi è limitare chi non si vaccina per consentire a chi lo ha fatto di continuare a tenere la propria parte di vita riconquistata, ai commercianti di essere aperti, agli italiani di fare spese. Fermo restando che chiunque, attraverso l’iniezione, può in qualsiasi momento saltare dall’altra parte del guado. Per questo motivo mettere sullo stesso piano Conte e Draghi sarebbe sbagliato. Mentre il primo alimentava la sua leadership proprio nel protagonismo di un Paese rinchiuso, il secondo ha fondato la premiership proprio sulle riaperture.