Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Berlusconi torna in prima fila e detta la linea del futuro prossimo di Forza Italia

Pietro De Leo
  • a
  • a
  • a

Oramai il ruolo di player pienamente in campo è di nuovo consolidato, e Silvio Berlusconi lo dimostra chiamando a raccolta i capigruppo di Forza Italia Bernini e Barelli, il coordinatore nazionale Antonio Tajani e tutti i coordinatori regionali. Una mattinata - quella di oggi 8 novembre - tra Arcore e Villa Gernetto, sedi in cui si svolse il racconto dell’ultima esperienza di governo, alcune pagine della quale vengono rispolverate. Tipo la volontà di rilanciare il progetto dell’Università del Pensiero liberale, per formare la nuova classe dirigente.

 

 

Sul versante politico ci sono alcune questioni centrali. La prima è l’ancoraggio al centrodestra del partito azzurro. Il leader torna a rivendicarlo, gettando acqua fredda sui bollori di qualsivoglia attrazione neocentrista.  "Nessuno di noi immagina né di subire l’egemonia dei nostri alleati – che del resto non ce lo hanno mai chiesto – né, al contrario, di costruire alleanze diverse o alternative, fuori dal centrodestra, che non avrebbero alcuna prospettiva e che non sarebbero coerenti né con la nostra storia, né con le esigenze del Paese", ha affermato (aprendo così anche una questione su alcune manovre in Sicilia, che vedono il partito azzurro avvicinarsi a Renzi). Assicurando, tuttavia, nessuna sulbalternità rispetto agli alleati della coalizione. Altro tema, poi, è quello della centralità di Forza Italia nell’assetto dell’area. Qui, Berlusconi ha buon gioco nel porre l’accento sulle vittorie di Roberto Occhiuto in Calabria e Roberto Dipiazza a Trieste, gli unici acuti piazzati dal centrodestra in una tornata elettorale assolutamente infausta. "In un risultato complessivo che per il centrodestra non è stato positivo, gli unici a vincere sono stati i candidati con un profilo come il nostro", afferma.

 

 

Altro dossier centrale, poi, è quello per il Quirinale, dove gioca d’abilità. Da un lato nega, come di prammatica, la sua candidatura. Dall’altro, però, esprime auspicio che Draghi continui a governare fino al 2023. Chiudendo così a quanti, nel centrodestra, vedrebbero di buon occhio. In una giornata in cui i rapporti tra alleati tornano a fibrillare, specie sul dossier candidature, con i mal di pancia tra Fratelli d’Italia e la Lega circa la proposta di Salvini di fare primarie di coalizione per scegliere le figure che correranno  per la fascia tricolore nella prossima tornata di Comunali.