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Vittorio Sgarbi: "Reddito di cittadinanza porcata elettorale. Ecco come il Movimento 5 Stelle si è comprato i voti"

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"Il Movimento 5 Stelle voleva combattere la povertà, invece con il Reddito di cittadinanza si è solo comprato i voti". E' durissima l'accusa avanzata da Vittorio Sgarbi nei confronti dei grillini, criticando ancora una volta quella che loro hanno sempre considerato una delle riforme cavallo di battaglia delle scelte politiche. Il critico d'arte, parlamentare e sindaco, pubblica sui suoi social una riflessione che scaturisce da una dichiarazione dello chef Gianfranco Vissani: "Non si trova più personale nei ristoranti. Il reddito di cittadinanza è stato una vergogna totale".

Vittorio Sgarbi ci mette sopra il carico da undici. "In sostanza - scrive - è accaduto questo: la gente che non ha mai lavorato (i grillini) ha pensato (e ancora difende) una misura che premia non solo chi non lavora, ma soprattutto chi non lo cerca". Secondo il parlamentare "è stata una grande porcata elettorale che ha consentito ai 5 Stelle di far man bassa di voti. Si chiama voto di scambio.  Dicevano di voler combattere la povertà, in realtà si sono solo comprati i voti".

E' l'ennesima critica alla misura del reddito di cittadinanza, da molti osservatori considerata errata sin dal giorno della sua presentazione. Gli attacchi sono continuati anche nei mesi e negli anni successivi. Non perché non devono essere aiutati gli italiani che non hanno un reddito sufficiente, ma perché di sicuro non il rdc ha facilitato l'occupazione. Non è un caso che l'attuale presidente del consiglio dei ministri, Mario Draghi, abbia voluto rimetterci le mani apportando diverse variazioni. Saranno sufficienti per far funzionare la misura? Occorrerà del tempo per capirlo. Di sicuro il problema che mette in evidenza Vissani, effettivamente esiste. Ormai ci sono lavori per i quali è molto difficile trovare addetti disponibili. Così come sono state scoperte migliaia di violazioni: rdc concesso a chi non ne aveva bisogno o comunque possedeva importanti capitali.