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Salvini serra i ranghi: "Non c'è nessuno strappo nella Lega"

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Due giorni dopo il Consiglio federale fiume organizzato su due piedi per riportare la calma nel partito, ma soprattutto all’esterno, la Lega si ritrova a Milano per l’avvio della scuola di formazione politica. Il segretario Matteo Salvini striglia i suoi soprattutto dal palco, mentre il suo vice Giancarlo Giorgetti si limita a mandare un videomessaggio rivolto ai giovani in platea. "Per me le polemiche sono una fastidiosa perdita di tempo. Il confronto è bello, la polemica no", risponde telegrafico il leader del Carroccio alla domanda se la riunione di oltre cinque ore a Roma sia servita per un chiarimento definitivo con il ministro dello Sviluppo economico. E ancora: "Non c’è nessuno strappo nella Lega, che si sta occupando di lavoro, di taglio alle tasse. Le polemiche lasciamole agli altri".

 

 

Una rassicurazione e poi un avviso ai naviganti. "Lo dico ai militanti: al Consiglio federale non è successo niente. Il bello, la forza della Lega è da sempre stata la compattezza, la graniticità e la solidarietà. Si discute nelle sedi dove è giusto discutere e poi si esce compatti e uniti come un sol uomo. È questa la nostra scuola", dice con fermezza Salvini, che evidentemente non ha preso bene le parole del suo vice dettate a Bruno Vespa per il suo nuovo libro. Soprattutto su un eventuale avvicinamento del Carroccio alla famiglia del Ppe. "Io - scherza - mica citofono" ai popolari "come nel giorno di Halloween, chiedendo scherzetto o dolcetto. Il problema" in Europa "non è portare la Lega in dei gruppetti che inseguono la sinistra. Perché se la inseguiamo politicamente e culturalmente, abbiamo perso. L’agenda la dobbiamo scrivere noi. Noi - chiarisce Salvini - siamo alternativi alla sinistra". C’è di più. "Il mio rapporto con Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e tutti gli altri amici del centrodestra sarà ancora più importante. Non è un rapporto di comodo", il messaggio agli alleati del leader leghista.

 

 

A tendergli la mano in questo caso il coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani, secondo cui "la coalizione di centrodestra non si basa sull’adesione a questa o a quella famiglia politica a livello europeo". Sono diversi i big leghisti che arrivano a Palazzo Castiglioni, a Milano, per la scuola di formazione politica del partito. Oltre ai ministri Massimo Garavaglia (Turismo) ed Erika Stefani (Disabilità), partecipano in presenza, fra gli altri, il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, la presidente dell’Umbria, Donatella Tesei, ma anche Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, capigruppo alla Camera e al Senato, e il capodelegazione leghista all’Europarlamento, Marco Campomenosi. Molinari parla di "pace fatta" fra Salvini e Giorgetti e aggiunge che "le sbavature degli ultimi giorni non hanno aiutato, ma ci siamo chiariti. Non ci sono correnti, gruppetti, sottogruppi, niente di tutto questo". Anche Fontana getta acqua sul fuoco: "Non c’è nessuna divisione o tensione. Sono tutte costruzioni che non esistono". L’inquilino di Palazzo Lombardia assicura che "dato che non c’è né chi è salviniano né chi è giorgettiano, io sono leghista". E il ruolo di Salvini "non è messo in discussione". Tutto tranquillo insomma in via Bellerio, fino alla prossima intervista.