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Lega, tutti con Salvini al Consiglio federale e tregua con Giorgetti: "Impensabile entrare nel Ppe"

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Matteo Salvini mattatore al consiglio federale della Lega, nel corso del quale in pratica ha incassato la fiducia del partito. "La visione della Lega è vincente, ne sono convinto. Non inseguiamo la sinistra, perché altrimenti perdiamo. - ha sottolineato l'ex Ministro dell'Interno -. Il Ppe non è mai stato così debole, è impensabile entrare nel Partito popolare anche perché è subalterno alla sinistra. E noi siamo alternativi alla sinistra".

 

 

E' lui il primo a parlare, rivolto alla quarantina di membri del consiglio, molti collegati via zoom: "Bisogna partire prima con la definizione dei candidati, non fare l’errore delle comunali appena passate", avrebbe detto a quanto appreso dall'AdnKronos, partendo dall’analisi dell’ultima tornata elettorale. Poi ha lanciato il tema del tesseramento. L’intervento del leader è durato poco meno di un’ora, poi spazio agli altri interventi. "Ascolto tutti e decido, come sono solito fare", ha detto il leader del Carroccio, che ha ribadito il suo concetto chiave: a dettare la linea nella Lega è il segretario. Un Consiglio federale peraltro convocato dopo le ultime dichiarazioni dell’eminenza grigia di via Bellerio, Giancarlo Giorgetti.

 

 

D’altronde le ultime uscite del ministro dello Sviluppo economico sulla svolta europeista incompiuta del segretario e sulla collocazione europea del partito (che dovrebbe entrare nel Ppe, lontano dai sovranisti) non sono affatto piaciute al Capitano. La leadership appartiene a lui, che sul tema in questione ha idee molto diverse dal ministro, tanto che in Europa lavora ad altro. Nel corso del Federale però l’attesa resa dei conti con il titolare del Mise prende invece la piega di una tregua. Stando almeno a quanto trapela da fonti vicine al segretario, infatti, tutti gli intervenuti in Consiglio, "a partire da Giorgetti" ribadiscono "totale fiducia nell’attività, nella visione e nella strategia di Salvini".