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Scontri a Roma, Salvini vede Draghi: "Guidi la pacificazione"

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Un colloquio di un'ora, schietto, quello tra Matteo Salvini e Mario Draghi a Palazzo Chigi oggi mercoledì 13 ottobre. Nessuna dichiarazione alla stampa. Il leader della Lega però, riporta La Repubblica, ha formulato al presidente del Consiglio una proposta di "pacificazione nazionale" a nome di tutto il centrodestra. In altre parole: un "invito a tenere i toni bassi". E ha "chiesto a Draghi di intervenire per appellarsi alla responsabilità" delle forze politiche e per "frenare le campagne di delegittimazione che nelle ultime settimane sono state particolarmente feroci contro il centrodestra, soprattutto contro Lega e Fratelli d'Italia".

 

 

Il dibattito politico negli ultimi giorni è molto agitato tra gli scontri a Roma di sabato scorso e l'assalto alla sede della Cgil durante il corteo dei No Green Pass, lo scioglimento di Forza Nuova e l'obbligo dal 15 ottobre del certificato verde in tutti i luoghi di lavoro continuano ad agitare il dibattito politico. Il tutto mentre la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese rispondeva alla Camera al question time a una interrogazione di Fratelli d'Italia sui disordini di sabato scorso.

 

 

La giornata è iniziata con la conferenza stampa dei leader del centrodestra per Enrico Michetti.  Giorgia Meloni parla di "killeraggio", Lorenzo Cesa di "campagna elettorale vergognosa e indecente, portata avanti con i dossier tirati fuori ad arte", Matteo Salvini dice "sono molto preoccupato: non siamo riusciti a fermare cinque disadattati che hanno assaltato la sede della Cgil, cosa accadrà fra 15 giorni con il G20 a Roma? Ci sono 18 mila poliziotti senza Green pass che rischiano di restare in mezzo a una strada. Sciogliamo i movimenti eversivi e sovversivi? Sì, ma tutti. Una mozione che condanna la violenza di una parte e dimentica le altre non fa un buon servizio all’Italia. Qualcuno alimenta uno scontro che rischia di portare danni irreparabili. C’è una cesura sociale, in Italia, ma non fra fascisti e comunisti, piuttosto fra chi ha e chi non ha.  E’ a rischio un milione di posti di lavoro nelle prossime settimane, e noi dovremmo fare l’esame di storia a Michetti...”.