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No Green Pass, Salvini: "Mi viene il dubbio che uno con il Daspo in giro facesse comodo"

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"Il ministro dell’Interno doveva impedire non solo che quel signore  - Giuliano Castellino, ndr - assaltasse la Cgil, ma fosse lì a parlare" ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, intervenendo a Quarta Repubblica, su Rete4. "Ricordo che il signore in questione, e mi viene il dubbio che faccia comodo a qualcuno avere in giro personaggi come quello, aveva il Daspo e non poteva andare allo stadio, aveva 2 richieste di arresto, era stato giudicato pericoloso dal tribunale di Roma, aveva il braccialetto elettronico.. ed era lì", ha aggiunto. "I casi sono due: o il ministro del’Interno non sapeva che questo tizio fosse pericoloso e ha permesso che arringasse la folla, oppure lo sapeva e l’ha lasciato fare" ha affondato.

 

 

"Prima Morisi, dopo tocca ai fascisti e al fascismo... a me viene il dubbio che a qualcuno convenga..." ha detto Matteo Salvini nella trasmissione condotta da Nicola Porro, sottolineando, tra l’altro, che "quei 50 delinquenti a Roma sono neo fascisti e a Milano sono anarchici". E ancora: "La violenza è violenza, non è di destra o sinistra. Fare una manifestazione il giorno prima del voto con le bandiere rosse è una cosa democratica secondo voi?". Sullo scioglimento di Forza Nuova rilancia: "Ho chiesto al PD di mettere fuori legge tutti i movimenti violenti: la violenza non è né di destra né di sinistra". 

 

 

Quindi uno sguardo ai ballottaggi: "Noi sosteniamo insieme i candidati ai ballottaggi, se pensano di dividerci e usano queste inchieste vuol dire che hanno paura! Noi dobbiamo andare avanti ed essere più concreti. La lezione del non voto è una lezione che mi è ben chiara" ha analizzato il leader della Lega. Sul Green Pass obbligatorio per lavorare dal 15 ottobre: "Lasciare a casa 4 milioni di lavoratrici e lavoratori da venerdì solo perché non hanno un certificato non è normale" ha concluso Salvini.