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Il fattaccio di Rimini fa riesplodere il dossier migratorio: maggioranza di governo in tilt

Pietro De Leo
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C’è un doppio nodo stretto attorno al cammino della maggioranza di governo. Il primo è quello dell’estensione dell’obbligo del green pass sui luoghi di lavoro, che vede due correnti, una per l’allargamento alle categorie che sia la più ampia possibile, promossa dal ministro Speranza e dal Pd; e l’altra al contrario per allargare il meno possibile, promossa da Salvini e la parte della Lega più incline alla piazza. Il Presidente del Consiglio Draghi è per una estensione progressiva, appoggiato in questo dall’ala più governativa del partito di Via Bellerio, che comprende i ministri e i Presidenti di Regione.

 

 

Ma c’è un altro dossier su cui si va marcando con maggiore forza (e senza progressività), una certa conflittualità all’interno del governo, ed è quello migratorio. Qui, peraltro, nelle uscite delle ultime ore si nota una piena saldatura dell’asse Lega-Forza Italia (che invece non c’è sul green pass, dove al contrario il partito di Berlusconi appoggia la linea dell’Esecutivo), quantomeno tra gli azzurri non al governo. Al di là della difesa che il Presidente del Consiglio Draghi ha accampato in favore del ministro dell’Interno Lamorgese nelle ultime settimane, cominciano ad accumularsi le fattispecie che pendono per un’urgenza del cambio di passo. C’è la questione del rave di Viterbo, chiaramente, c’è l’impennata degli sbarchi. Ma il detonatore di un nuovo rialzo di decibel è il fattaccio di Rimini, dove un richiedente asilo somalo ha ferito a colpi di coltello cinque persone in un autobus, tra cui un bambino fortunatamente fuori pericolo. L’aggressore, peraltro, durante il colloquio con il pm ha ammesso di aver assunto cocaina prima di compiere quel gesto. Una vicenda di cronaca che ha illuminato il solco presente in maggioranza sul tema, con il Pd che fa appello a non strumentalizzare.

 

 

Il sottosegretario all’interno della Lega Molteni osserva che la politica dell’accoglienza senza regole è fallimentare, a marcare differenza rispetto alla titolare del dicastero; da Forza Italia, Maurizio Gasparri chiede la convocazione del tavolo dei partiti che sostengono il governo con al centro il tema migratorio. Di fronte a questo, probabilmente al ministro Lamorgese non basterà né l’autodifesa di stamane al Corriere (in cui ha affermato che gli attacchi provenienti da Salvini indeboliscono l’immagine di tutto l’Esecutivo) né il quadrato in suo favore dell’area sinistra della maggioranza.