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Renzi si vanta su Draghi: "Lui al Governo il capolavoro più importante dei miei 15 anni di carriera"

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Matteo Renzi su Il Foglio ha parlato a ruota libera sulle azioni politiche compiute in quest'ultima legislatura. E le sue parole, come spesso accade, faranno sicuramente discutere. "Ho inciso su questa legislatura in termini di maggioranze parlamentari più di quella precedente. In quella precedente ho fatto il presidente del Consiglio, ho fatto le riforme, ma se guardiamo la politica con uno sguardo machiavellico, ho fatto di più da ultimo che allora", ha sottolineato.

 

 

L'ex premier ha quindi proseguito: "La seconda volta che mi è capitato di incidere sulle sorti politiche dell’Italia è stato quando, nell’agosto del 2019, si stava andando verso l’accordo tra Matteo Salvini e il Pd alle elezioni - ha ricordato -. Ho fatto una capriola, ho ingoiato una scatoletta di Maalox, ho fatto un’operazione che secondo me serviva al paese, perché se ci fosse stato un governo con Salvini premier e con Giorgia Meloni vicepremier, come si stava per fare, l’Italia sarebbe andata decisa in direzione antieuropeista. Ci saremmo trovati di fronte a una situazione di fragilità estrema, e di lì a poche settimane sarebbe scoppiato il Covid. Ma te lo immagini?". "Mario Draghi a Palazzo Chigi credo che questo sia stato il più importante capolavoro politico dei miei quindici anni di carriera. Sono ovviamente più fiero e orgoglioso delle leggi che ho firmato, ma dal punto di vista di una battaglia oltre la politica, una battaglia anche umana, valoriale, psicologica, Draghi a Palazzo Chigi è il mio capolavoro", ha aggiunto il leader di Italia Viva.

 

 

Intanto Renzi nella sua enews ha difeso un ragazzo che ha partecipato alla scuola di formazione politica organizzata da Italia Viva, bersagliato dai social per una foto con un Rolex in primo piano: "Lo hanno definito un figlio di papà e non sanno che suo padre è morto quattro anni fa e quell’orologio che porta con sé è il ricordo del babbo che non c’è più. Forse la scuola di politica non interessa a chi critica. Ma una scuola di civiltà servirebbe molto anche a loro. Soprattutto a loro, i leoni da tastiera che attaccano i renziani su queste cose non potendolo fare sulle idee", ha affermato l'ex premier.