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Tunisia, crisi politica e instabilità interna: è allarme flussi migratori e terrorismo islamico

Pietro De Leo
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Mentre il confronto pubblico è monopolizzato dal Covid, una nuova fase di flussi migratori riversa sul nostro Paese il suo carico di criticità, dovute anche ad un’evoluzione geopolitica problematica. E’ il caso della Tunisia e della sua crisi politica, espettorata nelle ultime settimane dopo un anno a varia intensità (anche lo scorso anno, sempre d’estate, ci furono delle fibrillazioni ma stavolta è proprio il sistema-Paese ad essere in procinto di saltare).

 

Oggi, intervenendo al comitato bicamerale Schengen, il procuratore nazionale Antimafia Cafiero de Raho ha evidenziato: “i migranti provenienti dal Centro e Nord Africa sono sostenuti da un canale che è solo in parte, e sempre più ridotto, libico”, nel contempo assume “sempre più spessore” quello “proveniente dalla Tunisia. E proprio la Tunisia costituisce l’origine e la provenienza di soggetti a rischio sotto il profilo del terrorismo”. Peraltro, de Raho ricorda anche un precedente: “l’attentatore di Nizza nell’ottobre scorso, Brahim Aussauoi, era sbarcato a Lampedusa il 19 settembre” e arrivava proprio da lì. Dunque torna l’allarme sul pericolo di un aggancio tra flussi migratori e terrorismo islamico. Un pericolo vero, vivo negli anni e sempre denunciato da più soggetti (anche da attori sovranazionali), su cui la sinistra dell’accoglienza ideologica ha sempre cercato di sorvolare.

 

Proseguendo la sua audizione, il Procuratore ha spiegato inoltre che “grande attenzione viene riservata sulle moschee e quindi sui comportamenti che alcuni dei soggetti” che abitualmente vi si recano possono assumere. “Tutto questo passa attraverso dei canali di approfondimento che consentono di aprire ulteriori indagini”. Inoltre, nell’ambito della lotta al terrorismo, esiste “dal 2015, da dopo gli attentati a Parigi, presso la direzione postale della Polizia di Stato, un monitoraggio del web, che prevede di monitorare i soggetti che entrano in determinati siti”. Tuttavia il quadro, tra ribollire del nord Africa e recenti minacce dell’Isis rivolte all’Italia, definisce l’opportunità del fatto che il tema sicurezza legato all’immigrazione torni centrale nel confronto politico.