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Giustizia, Salvini: "Superate 300mila firme per il referendum, saranno mezzo milione a inizio agosto"

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Continuano a collezionare firme i gazebo allestiti per la raccolta firme per il referendum sulla giustizia. "Terzo week end di firme, con 1.600 gazebo sotto sole e acqua, a cui si aggiungono le prime migliaia di adesioni in arrivo dai Comuni italiani (dove è sempre possibile firmare): superata quota 300.000 firme! Senza contare quelle raccolte dal Partito Radicale, da Forza Italia, Udc, partiti, movimenti e associazioni che si stanno mobilitando in tutta Italia. Possibile quindi superare quota 500.000 già ad inizio agosto" racconta Matteo Salvini, leader della Lega.

 

 

Oggi, domenica 18 luglio, Salvini ha presenziato nel gazebo allestito a Jesolo, in provincia di Venezia, e ha detto la sua su alcuni dei temi più caldi della politica italiana. A iniziare dal green pass: "Lunedì c’è una riunione sul green pass, la nostra posizione è chiara: bisogna essere attenti, cauti, prudenti perché quella brutta bestia del virus non è ancora stata sconfitta, però non si può ritornare già a luglio e agosto a zone gialle, arancioni e rosse. Lasciamo lavorare la gente, in sicurezza, garantendo i vaccini a tutti gli over 70, ma non possiamo condannare a vita alla paura ragazzi e ragazze che hanno sofferto per un anno e mezzo la chiusura di scuole, università e locali" ha affermato il leader della Lega. "Gli italiani hanno mostrato buon senso, non serve inseguirli con le multe. Non può servire il green pass per andare a prendere un cappuccino. Prudenti sì, terrorizzati no" ha aggiunto Salvini.

 

 

Sul Ddl Zan il numero uno della Lega ha spiegato: "Sul ddl Zan e sulla sacrosanta libertà di amare chiediamo al Pd di ascoltare l’appello del Santo Padre, di tante associazioni e famiglie. Mettiamoci d’accordo, non andiamo allo scontro in Aula, approviamo delle pene pesanti per chi offende, per chi aggredisce e discrimina, ma togliamo dalla battaglia politica i bambini, la teoria gender nelle scuole perché l’educazione dei bimbi spetta alla mamma e al papà, non allo Stato o a qualche associazione".