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Concorsi pubblici, flop della riforma Brunetta: pochi candidati e stipendi bassi

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Concorsi pubblici, flop della riforma voluta dal ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, Renato Brunetta. Almeno stando alle prime selezioni avviate secondo le nuove norme. Pochi i candidati che si sono presentati, in relazione al totale dei posti a disposizione, anche a causa degli stipendi bassi che hanno reso le selezioni poco attrattive per i candidati più qualificati.

 

Il primo banco di prova è stato offerto da un concorso al Comune di Roma e da quello per 2.800 posti per il Mezzogiorno. Le selezioni del concorso Sud per 2.800 tecnici qualificati sono partite il 9 giugno, ma il ministero ha dovuto poi pubblicare un nuovo bando per permettere anche a coloro che inizialmente erano stati scartati alla presentazione della domanda di partecipare. Il motivo? La bassa partecipazione degli 8.582 candidati ammessi. Ma anche il secondo tentativo non è andato a buon fine e infatti gli idonei al termine delle selezioni sono stati poco più della metà e con il 47 per cento dei posti, come riporta il Messaggero, rimasto scoperto. Sarebbero due i problemi evidenziati: per questo concorso pubblico si seleziona personale al quale andrà un contratto a termine e, come detto sopra, gli stipendi troppo bassi, vale a dire 1.400 euro lordi al mese.

 

Flop anche per il Comune di Roma: dopo la prima settimana di prove infatti i risultati sono stati due: un candidato su due ha rinunciato in partenza non presentandosi e solo l’1,8 per cento è riuscito a superare la prova. Le regole, quindi, potrebbero essere riviste e lo strumento potrebbe essere quello del Decreto reclutamento, che sarà discusso aapprovato a giorni. Intanto la pubblica amministrazione deve fare i conti con la necessità di ringiovanire il proprio personale. Si preve infatti che entro quest'anno saranno complessivamente 119 mila i posti messi a bando nella Pa.