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Gianluca Savoini, l'ex portavoce di Salvini e l'inchiesta sui fondi della Lega dalla Russia. Simpatie per l'estrema destra

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Gianluca Savoini, 58 anni, è l'ex portavoce di Matteo Salvini dopo l'elezione a segretario della Lega Nord nel 2013. Il suo nome è comparso nell'ambito dell'inchiesta su presunti fondi arrivati alla Lega dalla Russia, per cui è indagato per corruzione internazionale. Ex giornalista, è stato anche consigliere di Salvini per i rapporti con la Russia e ha note simpatie di estrema destra, come altri militanti ed esponenti leghisti, come l'ex eurodeputato Mario Borghezio.

 

E' anche sposato con una russa di San Pietroburgo, anche se non ha mai imparato il russo. Savoini entrò nella Lega nel 1991 e, racconta lui stesso, conobbe Salvini due anni dopo, quando lo intervistò mentre lavorava per il quotidiano di destra L’Indipendente. All’epoca Salvini era candidato al consiglio comunale di Milano, dove poi sarebbe stato eletto a soli 20 anni."Lì è iniziata la nostra amicizia", ha raccontato Savoini a Vanity Fair. All'inizio del 2014 fondò l'associazione Lombardia-Russia, volta ad implementare la collaborazione tra i due paesi, favorire scambi commerciali e le idee politiche del governo di Putin. Come riporta Wikipedia, "nell'estate del 2019 si sono susseguite una serie di inchieste giornalistiche effettuate da L'Espresso e dal sito statunitense BuzzFeed, secondo le quali Gianluca Savoini si sarebbe incontrato, insieme ad altre cinque persone, presso l'hotel moscovita Metropol per organizzare una compravendita di 3 milioni di tonnellate di gasolio da consegnare in 6 mesi o un anno, tra la russa Rosneft e l'italiana ENI, attraverso l'intermediazione della Avangard Oil & Gas, un'azienda facente capo per l'1 per cento direttamente al già citato Malofeev e per il 99 per cento a una società di proprietà di un suo dipendente.

 

Da tale trattativa, del valore di 1,5 miliardi di dollari, sarebbero stati ricavati, in una specie di plusvalenza, un totale di più di 60 milioni di euro, derivanti da uno sconto di almeno il 4 per cento sulla fornitura, da destinare alle campagne elettorali della Lega, in particolar modo a quella per le elezioni europee del 2019. Nella compravendita sarebbe stata inserita, come mediatrice, anche la società Orion, società registrata in Russia nel cui consiglio di amministrazione figura, oltre a Savoini, anche Claudio D'Amico, consigliere di politica estera del leader leghista". Savoini ha sempre detto che l'incontro fu privo di qualunque finalità inerente il finanziamento a partiti politici, ma l'inchiesta allora aperta è ancora in corso. Oggi, lunedì 28 giugno, il caso sarà di nuovo al centro di un servizio di Report, in prima serata su Rai 3.