Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Concorsi, 119 mila posti di lavoro a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione nel 2021

  • a
  • a
  • a

Concorsi, ci sono ben 119 mila posti di lavoro a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione che saranno banditi entro il 2021. Con lo sblocco delle prove selettive e la semplificazione delle procedure introdotta dal ministro per la pubblica amministrazione, Renato Brunetta,, destinati ad accelerare l’inserimento di personale necessario a garantire il funzionamento della macchina pubblica, si apre una nuova stagione di concorsi.

 

Secondo quanto reso noto dal Dipartimento Funzione Pubblica, di questi 119 mila nuovi ingressi a tempo indeterminato ci sono 9.875 posizioni tra regioni, servizio sanitari, Comuni, università, enti pubblici non economici, enti di ricerca e avvocatura dello stato, a cui si aggiungono circa 91 mila posti della scuola e 18.014 posti di concorsi banditi, conclusi o da concludere. "Sono necessarie nuove persone e nuove competenze, pianificando in modo mirato gli effettivi fabbisogni, con procedure fortemente selettive, che permettano di individuare le figure più utili alle esigenze delle singole amministrazioni. Come dimostra l’esperienza del Covid, è necessario rendere la forza di lavoro pubblica capace di governare e pianificare l’incertezza e sostenere la ripresa", ha spiegato Gianni Dominici, direttore generale di FPA, la società del Gruppo Digital360, che ha presentato questi dati al Forum Pa che si è svolto nella mattina di sabato 26 giugno.

 

Attualmente la pubblica amministrazione in Italia conta 3,2 milioni di dipendenti, un numero mai così basso negli ultimi vent'anni. Nel 2020 il blocco dei concorsi per l’emergenza sanitaria e l’accelerazione dei pensionamenti non ha permesso al turn over di ritrovare un equilibrio, con un personale oggi in servizio con una età media di 50 anni, scarsamente aggiornato (mediamente 1,2 giorni di formazione per dipendente l’anno), in difficoltà ad offrire servizi adeguati a imprese e cittadini (il 76 per cento degli italiani li considera inadeguati, mentre gli europei insoddisfatti sono il 51 per cento), eppure chiamata ad essere il motore della ripresa, soprattutto in vista dell'arrivo dei fondi del Pnrr.