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Ddl Zan, Draghi contro il Vaticano: "Lo Stato italiano è laico, Parlamento libero"

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Presa di posizione di Mario Draghi contro il Vaticano sui rilievi della Santa Sede nei confronti del Ddl Zan. "Senza voler entrare nel merito della questione, rispetto agli ultimi sviluppi voglio dire che il nostro è uno stato laico, non è uno stato confessionale. Quindi il Parlamento è libero di discutere", ha affermato il premier sulla richiesta del Vaticano di modificare il ddl Zan contro l'omofobia perché violerebbe il Concordato.

 

 

Il commento del presidente del Consiglio è arrivato nel corso delle repliche ai senatori sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 24 e 25 giugno. "Il nostro ordinamento contiene tutte le garanzie per verificare che le nostre leggi rispettino sempre i principi costituzionali e gli impegni internazionali, tra cui il Concordato con la Chiesa. Il governo non entra nel merito della discussione. Questo è il momento del Parlamento, non è il momento del governo", ha sottolineato Draghi, che ha quindi aggiunto: "La laicità non è indifferenza dello Stato rispetto al fenomeno religioso, ma tutela del pluralismo e delle diversità culturali. Proprio martedì 22 giugno l'Italia ha sottoscritto con altri 16 Paesi europei in cui si esprime preoccupazione sugli articoli di legge in Ungheria che discriminano in base all'orientamento sessuale", ha concluso il premier.

 

 

Parlando della ripresa economica, Draghi ha quindi sottolineato come "la situazione economica europea e italiana sia in forte miglioramento. Secondo le proiezioni della Commissione europea, nel 2021 e nel 2022 l'Italia crescerà rispettivamente del 4,2% e del 4,4%, come l'Ue nel suo complesso. In questo quadro economico positivo - ha spiegato ancora il premier - permangono alcuni rischi. Il primo è proprio la situazione epidemiologica. Sebbene in forte miglioramento, questa deve essere monitorata con attenzione. In particolare, dobbiamo tenere sotto controllo l'emergere e il diffondersi di nuove e pericolose varianti, che possono rallentare il programma di riaperture e frenare consumi e investimenti". Resta però la presa di posizione contro il Vaticano, attesa da molte forze politiche. Una presa di posizione arrivata con chiarezza.