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Covid, Draghi: "C'è un ragionevole ottimismo, continuare sui vaccini". Poi la stoccata alle Ue sui migranti

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Covid, il quadro epidemiologico è "molto migliorato", la campagna vaccinale procede "spedita", la situazione economica "è in forte miglioramento" e la fiducia "sta tornando": un mix che fa parlare il premier Mario Draghi, nelle consuete comunicazioni alle Camere prima del Consiglio europeo che si terrà domani e dopodomani, di "ragionevole ottimismo". 

 

Anche se i temi sul tavolo di Bruxelles sono molti, a partire dai migranti che proprio l’Italia ha voluto all’ordine del giorno: sono sfide "che dobbiamo affrontare con molta attenzione e molto impegno per venire incontro alle richieste dei nostri cittadini". L’Unione Europea, ne è certo il premier, "è la sede giusta per risolvere questi problemi, ma è importante che i nostri partner comprendano l’urgenza di trovare soluzioni rapide e condivise". Draghi sottolinea l’essenzialità dell’interlocuzione con il Parlamento che, assicura, avrà un ruolo fondamentale in tutta l’attuazione del Pnrr che ieri ha incassato l’ok della Commissione Ue. L’obiettivo del governo, spiega il premier, "è superare in maniera duratura e sostenibile i tassi di crescita anemici che l’Italia registrava prima della pandemia". Per farlo è essenziale che l’Europa mantenga una politica di bilancio espansiva senza però perdere d’occhio l’aumento del debito: quando la crescita sarà sostenibile bisognerà riprendere a tenerlo sotto controllo per rassicurare gli investitori. Ma la crisi è tutt’altro che passata, i rischi sono ancora forti. La pandemia deve essere tenuta sotto controllo, soprattutto per quel che riguarda "l’emergere e il diffondersi di nuove e pericolose varianti, che possono rallentare il programma di riaperture e frenare consumi e investimenti". Anche per questo bisogna procedere nella campagna vaccinale "con la massima intensità".

 

Più complesso il capitolo migranti. A Bruxelles Draghi insisterà sulla necessità di una gestione "davvero europea" con un "impegno comune che serva a contenere i flussi di immigrazione illegali; a organizzare l’immigrazione legale; e aiutare questi paesi - in primis la Libia - a stabilizzarsi e a ritrovare la pace". Il pressing italiano sarà in primis sui ricollocamenti, sottolineando la necessità di "una solidarietà obbligatoria verso i Paesi di primo arrivo attraverso la presa in carico dei salvati in mare" che al momento resta "divisiva" in Europa. "Serve un’alternativa di lungo periodo, per fare in modo che nessun Paese sia lasciato solo, assicura Draghi che vede invece i punti di convergenza sull’azione esterna dell’Unione e punta a "intensificare - in tempi rapidi - partenariati e forme di collaborazione con i Paesi di origine e di transito, in particolare con i Paesi africani".