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Vaticano-Ddl Zan, Letta spiazzato: "Valuteremo i nodi giuridici". Equilibrismo Pd

Pietro De Leo
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La presa di posizione formale della Santa Sede sul Ddl Zan manda in confusione il Pd, su cui mai come in queste ore si addensano le contraddizioni della propria anima. Il punto di partenza è che l’approvazione del provvedimento è stata, sin da subito, uno dei punti qualificanti della segreteria di Enrico Letta, il quale l’aveva sempre rivendicata come priorità, per nulla timoroso degli effetti divisivi di tutto questo in una maggioranza eterogenea come quella attuale.

 

 

Ora, però, c’è l’iniziativa concreta del Vaticano, che per una figura come il Segretario Pd, proveniente dal centrosinistra cattolico di scuola andreattiana, non può passare inosservata. Ed infatti così non è e lo si coglie nelle parole pronunciate questa mattina, a Radio Anch’io su Radio 1.

 

 

“Noi sosteniamo la legge Zan e, naturalmente, siamo disponibili al dialogo. Siamo pronti a guardare i nodi giuridici ma sosteniamo l’impianto della legge che è una legge di civiltà”. Una mezza frenata, quindi, nel segno dell’equilibrismo, considerando lo zoccolo duro all’interno del Pd in favore delle battaglie LGBT, che infatti non cede. Basta coglierlo nelle parole della senatrice Monica Cirinnà: “La posizione del Partito democratico sul ddl Zan non cambia”, ha detto. “Leggeremo le osservazioni della Santa Sede, se e quando saranno confermate e rese note. E lo faremo con rispetto, ma con altrettanta fermezza sul principio fondamentale di laicità dello Stato”. Laura Boldrini, dal suo canto, osserva: “ascoltiamo anche il Vaticano, ma il Parlamento è sovrano”. Insomma attorno al ddl Zan si consuma il mai risolto nodo interno del Pd dell’amalgama tra cattolici e post-diessini, in un quadro attuale in cui i secondi prevalgono sui primi. Uno psicodramma che, peraltro, si coglie quando “fonti del Nazareno” fanno trapelare che la linea del Pd è “continuamente a sostegno del Ddl Zan”. Una parziale deviazione rispetto a quanto affermato da Letta in mattinata. E intanto il centrodestra può capitalizzare una sponda politica della Santa Sede, che ribalta le dinamiche vissute fin qui, con il Pontificato di Papa Francesco sempre in posizione antitetica rispetto alla linea di Salvini sull’immigrazione.