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Firenze, inquinamento e smaltimento illecito rifiuti: sotto inchiesta società partecipata

Christian Campigli
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Una nuova bufera sopra i cieli toscani. Un'inchiesta che, ancora una volta, punta il dito sulla gestione dei rifiuti nell'area fiorentina. E che va a sommarsi alle indagini sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta calabrese per lo smaltimento dei reflui e dei fanghi industriali del distretto conciario di Santa Croce sull’Arno. Questa mattina è arrivato il provvedimento di interdizioni dai pubblici uffici per nove persone, tra dirigenti e funzionari pubblici della società di igiene ambientale della Toscana, Alia spa e di aziende ad essa collegate. I provvedimenti, che variano tra i tre e i dodici mesi, sono stati disposti dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della procura di Firenze, nell’ambito di un’inchiesta su presunti reati ambientali, relativa in particolare alla gestione di rifiuti speciali non pericolosi. Sottoposte a sequestro preventivo alcune aree dell’impianto del polo tecnologico di San Donnino (Firenze), gestito da Alia.

I dirigenti interdetti dai pubblici uffici sono l'amministratore delegato dalla stessa Alia, Alessia Scappini, il responsabile di un impianto ed ex assessore all’urbanistica del comune di Sesto Fiorentino, Franco Cristo, il responsabile di un secondo impianto Antonio Menelaou, il responsabile del settore smaltimento e rifiuti della Quadrifoglio Alessandro Grigioni, Francesco Tiezzi e il direttore tecnico della Torricelli spa Marino Poggi. Il lavoro di indagine dei carabinieri ha portato inoltre a iscrivere nel registro degli indagati trentatré persone tra funzionari e dirigenti. Gli uomini in divisa, oltre ai numerosi controlli effettuati su Case Passerini, hanno verificato anche il funzionamento della  discarica del Belvedere di Peccioli, considerata il fiore all’occhiello delle politiche dei rifiuti della Regione Toscana. Un'operazione avviata ben cinque anni fa, nel lontano 2016, che ha consentito di rilevare una serie di illeciti ambientali da parte della società di gestione “con grave nocumento per salute pubblica e ambiente”.

Secondo gli inquirenti Alia, società ambientale fiorentina a prevalente capitale pubblico, avrebbe gestito illegalmente ingenti quantitativi di rifiuti speciali non pericolosi costituiti da “ammendante comportato misto, prodotto presso l’impianto Tmb, disperdendolo nell’ambiente con modalità non conformi a quelle previste dall’autorizzazione. Avrebbe inoltre smaltito illecitamente varie tipologie di rifiuti speciali non pericolosi presso la discarica di Case Passerini. Avrebbero scaricato sistematicamente sul suolo rilevanti quantità di percolato, prodotto presso l’ex discarica di Bosco ai Ronchi, all’interno di alcuni laghetti non impermeabilizzati. Avrebbero inoltre conferito presso vari impianti di ingenti quantitativi di rifiuti speciali non pericolosi prodotti presso l’impianto di Faltona, utilizzando codici di classificazione (Cer) non corretti solo per conseguire un ingiusto profitto indiretto rappresentato dal risparmio sui costi di gestione che altrimenti dovevano essere affrontati”. Una bufera che rischia di trasformarsi in un nuovo capitolo della tempesta politica che sta sorvolando pericolosamente la Regione Toscana da oltre un mese.