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Virginia Raggi: "Ho fatto errori e chiesto scusa. Sono cresciuta a pane e mazzate. Ecco perché mi ricandido"

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"Io sono cresciuta a pane e mazzate, ci siamo fatti le spalle grosse. Questi 5 anni da sindaco ne valgono 15 in un ministero". Lo ha dichiarato Virginia Raggi, sindaca di Roma, durante DiMartedì, il programma di approfondimento di La7 condotto da Giovanni Floris. Alessandro Sallusti, direttore di Libero, l'ha incalzata: "Si è fatta una idea del perché lei racconta la sua esperienza come positiva, se non in alcuni casi straordinaria, mentre invece gli osservatori tutti, esterni e interni a Roma, giudicano questo esperimento un sostanziale fallimento?".

 

La sindaca cerca di rispondere: "Guardi, io sto guardando in questi giorni i miei avversari che si lanciano in campagna elettorale facendo promesse. Un po' sorrido perché mi sembro io cinque anni fa. Non posso dire che siano stati anni tranquilli. Sono cresciuta a pane e mazzate. Ci siamo fatti le spalle grosse, ho cinque anni di esperienza di amministrazione e non li auguro a nessuno come li ho vissuti io, valgono come quindici anni in un ministero. Ho commesso errori, ho anche chiesto scusa, errori dettati dall'inesperienza. Oggi ho una grande esperienza e una conoscenza dell'apparato amministrativo, della macchina. Tante cose si stanno vedendo, tante sono ripartite e la città è piena di cantieri. Ci sono lavori che iniziano, stiamo ricostruendo scuole. Non posso che puntare sulla continuità". Clicca qui per ascoltare l'intervento di Virginia Raggi.

 

 

La sindaca di Roma viene messa alle strette durante la trasmissione. Sono diversi gli ospiti che le pongono domande intense e pungenti e Virginia Raggi cerca a volte di evitare risposte e polemiche frontali. Sallusti sottolinea che "appare molto più solida di cinque anni, ma non ha risposto ad una domanda e rimangono i dubbi. Ne faccio un'altra: farebbe un patto al ballottaggio con il Pd?". Ancora una volta Raggi non risponde direttamente: "Io non voglio deluderla, ma la risposta è sempre la stessa. Se ne parla al ballottaggio, non ora. E in base ai programmi, io il patto lo faccio con i cittadini". Interviene Floris: "Ma esclude un eventuale accordo con Fratelli d'Italia?". E lei ribadisce di nuovo: "Il tema è quali sono i punti in comune. Non fare una alleanza, ma come la rispetti. Quando non c'è un accordo basato sui temi, al primo colpo di vento crolla. Gli impegni si prendono per cinque anni e l'alleanza si deve fare sui temi, altrimenti si tradiscono i cittadini".